"Ingegnere per vocazione, fotografo per passione"
 

L’Urbe (di qua e di là dal Tevere)

”Qualche mese dopo traslocò al centro di Roma, in una delle zone più chic: via Gregoriana, un palazzo vicino a Trinità dei Monti. Dall’altezza di quelle finestre si godeva un panorama che mandava in visibilio gli ospiti americani: l’intera Urbe di qua e di là dal Tevere e le cime di tutti i suoi monumenti cominciando con la torre del Quirinale e la bandiera del Presidente della Repubblica, continuando col fastigio bianchissimo e stonato dell’Altare della Patria, poi la un po’ meno stonata cupola quadrangolare della Sinagoga, poi innumerevoli campanili e altre cupole fino a San Pietro e, più su, lungo il dosso di Monte Mario, l’Osservatorio Astronomico.”

Mario Soldati in “El Paseo de Gracia”

Così erano arrivati i lupi

Così erano arrivati i lupi. Si erano moltiplicati grazie all’errore di sottovalutarli, crederli bestie feroci ma primitive, confonderli con i pastori tedeschi, animali domabili, sfruttabili a propria convenienza. Non si sarebbero avvicinati alle case se il paese non fosse stato così affamato. Adesso non erano più soltanto i piccoli borghesi, gli invalidi, i lumpen e il sottobosco criminale a farsi irretire dalle camicie brune. A ogni fabbrica, magazzino, cantiere, altoforno che chiudeva o riduceva produzione e organico, la massa del proletariato si sfaldava. La fame era una cattiva consigliera, e la disperazione anche peggiore. La fame e la disperazione lavoravano per i fascisti e i loro sostenitori neanche più tanto occulti. Le signore dell’alta società già gareggiavano su chi riusciva a rimpinzare Hitler, alla faccia degli operai mandati sul lastrico dai loro consorti.”

Helena Janeczek in “La ragazza con la Leica”

Un mondo sempre più ipocritamente religioso

“… un mondo sempre più ipocritamente religioso nel quale si invocano ogni giorno gli dei per giustificare guerre sante ed egemonie economico-militari.”

Manuel Vasquez Montalban parlando di “Millennio” in un’intervista a El País

Imparare le “Basi” per poi costruire le altezze

”per il signor Palomar impararsi un po’ di nomenclatura resta sempre la prima misura da prendere se vuole fermare un momento le cose che scorrono davanti ai suoi occhi.”

Italo Calvino in “Palomar”

Intervista raccolta il 30 giugno 1970

“Siamo in una società in cui c’è chi non riesce a mangiare e c’è chi ha troppi soldi e non sa come spenderli.
Ai giovani che non si interessano di politica io dico: «Durante il fascismo noi non potevamo dire solamente “povera Italia”. Volete provare il fascismo? E provatelo. Vi piace la guerra? E provatela».”

Giacomo Martinengo in “Il mondo dei vinti” di Nuto Revelli (intervista raccolta il 30 giugno 1970)

Una volta era tutto un discorso

“Francesco guida il trattore, io gli vado dietro sulla macchina operatrice, lui ha il suo orologio e io il mio, regoliamo con l’orologio il lavoro, senza parlarci, intanto lui non mi sentirebbe a parlare tanto è rumoroso il motore.
Non parliamo piú tra noi, a volte passiamo una settimana senza parlarci.

Una volta andando sui campi con le bestie e il carro si andava in compagnia, una volta era tutto un discorso. Adesso la macchina ci isola, ci ha fatto diventare piú chiusi di prima, siamo schiavi della macchina. La macchina ci tira, ci fa marciare. Corro a casa a guardare le bestie, poi devo fare il pranzo di corsa, poi di corsa devo portare il mangiare sui campi.

Diventiamo sempre più frusti, più nervosi.”

Annetta Balsamo in “Il mondo dei vinti”