“Il Delta non ha confini visibili ma da qualsiasi parte arrivi, Veneto o Emilia Romagna, intuisci che da un punto in avanti paesaggi, parole, umori, atteggiamenti, sguardi non sono più gli stessi. Il Delta è fatto d’acqua e di terre sottratte all’acqua, vive d’acqua e teme l’acqua dei suoi stessi fiumi. Se una mappa geografica ha senso per qualsiasi luogo, qui rimane un’indicazione approssimativa perché il Delta oggi è già diverso rispetto a ieri e domani non sarà più lo stesso. Il fiume porta, il mare divora, il vento e le maree modellano e la linea della costa si trasforma in continuazione. Nebbia, foschia, zanzare, umidità, caligine, il Delta cerca di respingerti in tutti i modi ma il suo linguaggio è incomprensibile e ha effetto contrario.
Nei centri urbani e nelle campagne abita la solitudine, quella di sempre e quella di oggi, fatta di villette dai colori vivaci e antenne paraboliche, dove furgoncini di surgelati e campanili servono davvero. Parole poche e pensieri infiniti.”
K.Schinezos in “Foce. Taccuini dal Delta del Po”



