"Ingegnere per vocazione, fotografo per passione"
 

Civiltà dell’acqua

”Laudato si mi signore per sor’acqua la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta”

S. Francesco

Il senso del viaggio

“… a conti fatti, ho viaggiato molto, lo ammetto; ho visitato e ho vissuto in molti altrove. E lo sento come un grande privilegio, perché posare i piedi sul medesimo suolo per tutta la vita può provocare un pericoloso equivoco, farci credere che quella terra ci appartenga, come se essa non fosse in prestito, come tutto è in prestito nella vita. 

Costantino Kavafis lo ha detto in una straordinaria poesia intitolata Itaca: il viaggio trova senso solo in se stesso, nell’essere viaggio. E questo è un grande insegnamento se ne sappiamo cogliere il vero significato: è come la nostra esistenza, il cui senso principale è quello di essere vissuta.”

Antonio Tabucchi in “Viaggio e altri viaggi”

A proposito di “prospettiva aerea”

“Leonardo, tra le sue prerogative, ha quella di essere un grande pittore. Tanto che le sue opere erano contese e anche attese, perché lui non le concludeva e non le consegnava. 

La sua capacità è stata di innovare all’interno di una grande tradizione: … formato nella bottega di Andrea Verrocchio, padrone … di un disegno estremamente versatile e sicuro, …. 

E però innovatore nella misura in cui ha percepito, e questo l’ha percepito se non da scienziato almeno da grande indagatore della natura, che l’aria ha uno spessore e un colore. L’aria non è un vuoto, dunque nei suoi dipinti entra questa che chiamiamo prospettiva aerea, questa forma rappresentativa che dà conto dello spessore dell’aria, che sfuma i contorni, che li ammorbidisce, che dà dei colori non stesure secchema vesti della forma estremamente sensibili, colori stesi con infinite velature, in modo da raggiungere anche quegli effetti di indistinto che Leonardo collegava con gli spessori aerei

Se guardiamo le sue lontananze, i suoi paesaggi, sono dei paesaggi azzurrini che impercettibilmente si diluiscono nellorizzonte. Solo Leonardo ha creato questo criterio rappresentativo. Solo Leonardo ha fatto percepire le nuvole, il vento, le falde di nebbia, con questa attenzione alla natura che tecnicamente non è quella dello scienziato, ma certo almeno quella del grande naturalista, capace di osservare fenomeni che gli altri nemmeno immaginano: le bolle dell’acqua, le conchiglie sepolte negli strati geologici alluvionali. Questo vede Leonardo. E in questo è diverso da tutti gli altri artisti.”

Alessandro Agostinelli in “Da Vinci su tre ruote”

L’odore della primavera dopo il freddo inverno oramai alle spalle

“Il profumo di quella strada di montagna resterà impresso a lungo nella mia memoria: l’odore della primavera dopo il freddo inverno oramai alle spalle. A metà strada, accanto a una fontana, avevo gustato avidamente il succo di frutta brindando alla mia buona sorte e alla barista che me lo aveva omaggiato; poi raggiunto il valico mi fermai. Era il posto ideale per recitare una preghiera.

(…)

L’orologio indicava le 9 di mattina. Pontremoli mi aspettava più di venti chilometri a valle ma non avevo alcuna fretta di raggiungerla, così mi concessi una visita alla Chiesetta della Madonna dell’Orsaro, prima di entrare in Lunigiana.”

Paolo Merlini in “Viaggetti in Emilia” con Maurizio Silvestri

I fiumi non sono fatti solo di acqua

“I fiumi non sono fatti solo di acqua. Trascinano a valle sedimenti via via sempre più fini. Demoliscono le rocce d’alta quota e la terra che attraversano, per costruire pianure e spiagge. Ma sono anche la vegetazione delle rive, con cui acqua e sedimenti interagiscono. Con la loro forza, sradicano alberi, trasportano a valle piante e semi.
Sono casa per pesci, anfibi, uccelli, insetti, organismi sempre più piccoli, fino alle diatomee, alghe unicellulari, visibili solo al microscopio.
Se le trovano, i biologi sanno che la qualità del corso d’acqua è buona.”

ELISA COZZARINI IN “GLI INTRECCI DEL FIUME”

Gli intrecci del fiume

Il finestrino della littorina come sipario sul mondo

“A bordo fa caldo, comincio a spogliarmi ma basta un attimo per realizzare che su questo treno posso fare un gesto desueto, ormai dimenticato, di quelli che appartengono ai viaggi di gioventù, cioè aprire il finestrino. E basta davvero poco per essere felici. Viaggiare lentamente in treno affacciati al finestrino con il vento in faccia è un’esperienza che vale di per sé il prezzo del biglietto. Il finestrino è il sipario che si apre sullo spettacolo del mondo che scorre davanti e io mi sento come in prima fila a teatro.”

Maurizio Silvestri in “Viaggetti in Emilia” con Paolo Merlini