"Ingegnere per vocazione, fotografo per passione"
 

New York

”Quando sono arrivato a New York quattro mesi fa, a novembre, mi bastava mettere il naso in strada e ogni cosa mi pareva nuova e memorabile, degna d’esser scritta e commentata, chiave d’un ragionamento, d’un’interpretazione generale. Ricordo la prima sera a New York, in giro per Filth Avenue, l’immagine gioiosa e improvvisa del pattinatori sulla pista di ghiaccio del Rockefeller Center, il rapporto tra le dimensioni dei grattacieli e lo spazio sgombro di Central Park come m’appariva dalle finestre d’un sedicesimo piano, e le librerie aperte di notte, la tromba di Dizzy Gillespie al Metropole Cafe, il fumo dell’impianto di riscaldamento cittadino che esce dai tombini per le strade… Ricordo i primi giorni, il divertimento andando in subway a guardare la gente e indovinare le origini, lo stato sociale…”

Italo Calvino in “Un ottimista in America”

Paesaggio d’America

“… gli aspetti della moderna America industriale e consumatrice sovrastano e unificano tutto il paese, il piccolo centro abitato sull’autostrada è uguale ovunque, con gli stessi cartelli e chioschi e bar e cafeterias e rivendite d’auto usate.

Uno di questi elementi unificatori, il più bello come fatto visivo e formale, tutto esattezza e slancio, è il nodo di autostrade cui sempre si giunge nelle vicinanze delle città: striscia d’asfalto sospese su alti pilastri a diversi livelli che si raccordano e si scavalcano in un incontro di ponti tutti curve salite e discese. Questo astratto paesaggio che, da Chicago a New Orleans, ritrovi un po’ dappertutto può essere il vero simbolo dell’America d’oggi.”

Italo Calvino in “Un ottimo in America”

Il piacere di sentire una città

“Questo è un piacere che avevo dimenticato: il piacere di sentire una città, una città che sia l’espressione d’un nodo di civiltà, d’una continuità storica, dico una città come ce n’è tante in Italia, una città diciamo come Piacenza.

Piacenza è una città in cui non ho passato mai più di poche ore di seguito, fra un treno e l’altro, ma l’unica nostalgia che mi assale di quando in quando nel mio viaggio è il pensiero che qui [in America] da sessuna parte si può scendere da un treno e trovare una città come Piacenza.

Ed ecco che quando meno me l’aspetto trovo una sensazione completamente diversa ma in qualche modo dello stesso valore girando una mattina per Savannah.

Italo Calvino in “Un ottimista in America”

Relazioni umane e conoscenza

“L’usanza che le ragazze conversino coi clienti mi permette di tener fede al mio principale criterio di metodo: quello di impostare tutta la mia conoscenza dell’America sulle relazioni umane.”

Italo Calvino in “Un ottimista in America”

Ho capito due cose

“E alla fine, credo che non sia necessario fare nulla per essere amati. Passiamo la vita cercando di sembrare più belli, più intelligenti.

Ma ho capito due cose.

Coloro che ci amano ci vedono con il loro cuore e ci attribuiscono qualità al di là di quelle che abbiamo davvero.

E coloro che non vogliono amarci non saranno mai soddisfatti di tutti i nostri sforzi. Sì, davvero.

Credo che sia importante lasciare in pace le nostre imperfezioni.

Sono preziose per comprendere coloro che ci vedono il cuore.”

Frida Kahlo

Il vuoto non è lo spazio dove manca qualcosa

“… per me il vuoto non è lo spazio dove manca qualcosa o qualcuno, è uno spazio costruito che, a causa dell’assenza degli uomini, diviene protagonista di se stesso, colmando virtualmente il vuoto. In un certo senso può rappresentare simbolicamente l’umanità.

Questa metafora funziona se la qualità dell’immagine è alta, e quindi se è in grado di emozionare, lanciare un messaggio, trimenti rimane semplicemente uno spazio vuoto.”

Gabriele Basilico in “Palermo. Andata e ritorno”