"Ingegnere per vocazione, fotografo per passione"
 

Così erano arrivati i lupi

Così erano arrivati i lupi. Si erano moltiplicati grazie all’errore di sottovalutarli, crederli bestie feroci ma primitive, confonderli con i pastori tedeschi, animali domabili, sfruttabili a propria convenienza. Non si sarebbero avvicinati alle case se il paese non fosse stato così affamato. Adesso non erano più soltanto i piccoli borghesi, gli invalidi, i lumpen e il sottobosco criminale a farsi irretire dalle camicie brune. A ogni fabbrica, magazzino, cantiere, altoforno che chiudeva o riduceva produzione e organico, la massa del proletariato si sfaldava. La fame era una cattiva consigliera, e la disperazione anche peggiore. La fame e la disperazione lavoravano per i fascisti e i loro sostenitori neanche più tanto occulti. Le signore dell’alta società già gareggiavano su chi riusciva a rimpinzare Hitler, alla faccia degli operai mandati sul lastrico dai loro consorti.”

Helena Janeczek in “La ragazza con la Leica”

Un mondo fatto di righe orizzontali

“Appartengo a quella parte dell’umanità – una minoranza su scala planetaria ma credo una maggioranza tra il mio pubblico – che passa gran parte delle sue ore di veglia in un mondo speciale, un mondo fatto di righe orizzontali dove le parole si susseguono una per volta, dove ogni frase e ogni capoverso occupano il loro posto stabilito: un mondo che può essere molto ricco, magari ancor più ricco di quello non scritto, ma che comunque richiede un aggiustamento speciale per situarsi al suo interno. Quando mi stacco dal mondo scritto per ritrovare il mio posto nell’altro, in quello che usiamo chiamare il mondo, fatto di tre dimensioni, cinque sensi, popolato da miliardi di nostri simili, questo equivale per me ogni volta a ripetere il trauma della nascita, a dar forma di realtà intellegibile a un insieme di sensazioni confuse, a scegliere una strategia, per affrontare l’inaspettato senza essere distrutto.”

Italo Calvino in “Mondo scritto e non scritto” ripreso come introduzione a “Sotto il sole giaguaro”

Un mondo sempre più ipocritamente religioso

“… un mondo sempre più ipocritamente religioso nel quale si invocano ogni giorno gli dei per giustificare guerre sante ed egemonie economico-militari.”

Manuel Vasquez Montalban parlando di “Millennio” in un’intervista a El País

Imparare le “Basi” per poi costruire le altezze

”per il signor Palomar impararsi un po’ di nomenclatura resta sempre la prima misura da prendere se vuole fermare un momento le cose che scorrono davanti ai suoi occhi.”

Italo Calvino in “Palomar”

Intervista raccolta il 30 giugno 1970

“Siamo in una società in cui c’è chi non riesce a mangiare e c’è chi ha troppi soldi e non sa come spenderli.
Ai giovani che non si interessano di politica io dico: «Durante il fascismo noi non potevamo dire solamente “povera Italia”. Volete provare il fascismo? E provatelo. Vi piace la guerra? E provatela».”

Giacomo Martinengo in “Il mondo dei vinti” di Nuto Revelli (intervista raccolta il 30 giugno 1970)

Una volta era tutto un discorso

“Francesco guida il trattore, io gli vado dietro sulla macchina operatrice, lui ha il suo orologio e io il mio, regoliamo con l’orologio il lavoro, senza parlarci, intanto lui non mi sentirebbe a parlare tanto è rumoroso il motore.
Non parliamo piú tra noi, a volte passiamo una settimana senza parlarci.

Una volta andando sui campi con le bestie e il carro si andava in compagnia, una volta era tutto un discorso. Adesso la macchina ci isola, ci ha fatto diventare piú chiusi di prima, siamo schiavi della macchina. La macchina ci tira, ci fa marciare. Corro a casa a guardare le bestie, poi devo fare il pranzo di corsa, poi di corsa devo portare il mangiare sui campi.

Diventiamo sempre più frusti, più nervosi.”

Annetta Balsamo in “Il mondo dei vinti”