Solo il bene ha profondità e può essere radicale.

Ecco la riflessione di HANNAH ARENDT contenuta nel libro “EICHMANN A GERUSALEMME. LA BANALITA’ DEL MALE” letta ieri sera nella conferenza-spettacolo “Se questo è un uomo”  al teatro sociale di Mori:

“La mia opinione è che il male non è mai ‘radicale’, ma soltanto estremo e che non possegga né la profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare tutto il mondo perché cresce in superficie come un fungo. Ed è una sfida al pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, andare a radici e, nel momento in cui cerca il male è frustrato perché non trova nulla. Questa è la ‘banalità’ del male: solo il bene ha profondità e può essere radicale.”

Sono convinta che la vita sia bellissima.

Ecco il brano,tratto dal libro di Emanuela Zuccalà “Sopravvissuta ad Auschwitz. Liliana Segre fra le ultime testimoni della Shoah“, che ha chiuso la conferenza-spettacolo “Se questo è un uomo” di ieri al teatro sociale di Mori.

“Quando io testimonio cosa è stata la volontà di rimanere vivi in un contesto come quello dei lager nazisti e della marcia della morte attraverso la Polonia e la Germania, non posso fare a meno di dirlo anche ai ragazzi che mi ascoltano: Non usate mai la frase, non ce la faccio più. Siete tutti mie nipoti: io non voglio parlarvi solo da testimone della shoah,  non voglio farvi vedere solo gli orrori che io ho visto vissuto. Voglio raccontarvi la vita perché sono convinta che la vita sia bellissima.”