"Ingegnere per vocazione, fotografo per passione"
 

Aggiornamento su “Realizziamo il collegamento ecologico Rovereto-Alto Garda”

Il giornale “L’Adige” del 10 gennaio scorso aveva prospettato, per domani giovedì 15 gennaio, un incontro pubblico in cui l’assessore Pacher avrebbe aggiornato sia la nuova amministrazione di Nago Torbole che la cittadinanza circa lo  stato di avanzamento dell’iter progettuale ed autorizzatorio del collegamento Rovereto-Alto Garda e della circonvallazione di Torbole.

La (non buona) notizia di oggi è che, purtroppo, anche questa volta una bella occasione per un confronto pubblico su un tema così importante è stata cancellata e sostituita con un incontro ristretto ai rappresentanti della sola amministrazione di Nago Torbole.

Speriamo, come cittatidini, di essere perlomeno aggiornati al più presto sullo stato di avanzamento del progetto (entro dicembre era prevista la sua presentazione alla VIA) e che l’occasione di intervenire nel dibattito si possa ripresentare al più presto.

Un simpatico “Buon Natale”

Questa mattina transitando per le vie di Mori sono stato “colpito” da questo messaggio scritto, complice la nevicata di questa notte, da – mi piace pensare – un bambino sul vetro posteriore di una macchina in sosta.

E’ bastata questa scritta per farmi sorridere e pensare che, a volte, è sufficente poco (una leggera nevicata notturna in prossimità del Natale) per trasformare quella che poteva essere una parolaccia in un augurio sincero.

Sosteniamo l’appello di don Gianni e di altri 49 Sacerdoti

Domenica 6 dicembre a Mori firma anche tu il sostegno al seguente appello di don Gianni e di altri 49 Sacerdoti al Governatore dello Stato di Amazzonas.

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CONFERÊNCIA NACIONAL DOS BISPOS DO BRASIL – CNBB NORTE 1

COMISSÃO REGIONAL DE PRESBÍTEROS

Av. Epaminondas, 722

69010-090 Manaus-AM

(92) 3233 5093

RICHIESTA DI PROVVEDIMENTI

Ecc.mo Signor Eduardo Braga

Molto degno Governatore dello Stato di Amazonas

Noi, Presbiteri delle Diocesi e Prelazie di Manaus, Parintins, Borba, Itacoatiara, Coari, S. Gabriel da Cachoeira, Tefé e Roraima, riuniti nell´incontro regionale dei presbiteri nella cittá di Maués, dal 27 al 30 di ottobre di 2009, preoccupati per il crescente quadro di violenza nella città di Manaus e all’interno dello Stato, soprattutto negli ultimi mesi, presentiamo a Vs Ecc., la nostra perplessità per il ritardo nelle spiegazioni di crimini e aggressioni sofferte dalla popolazione, compresi preti e altre persone con responsabilità religiosa e comunitaria, così come per le morti continue di persone nelle nostre periferie.

Riconosciamo l´impegno di Vs Ecc. e dei suoi collaboratori per sviluppare una politica che tragga ricchezza e benessere per tutti gli amazzonensi e quelli che vivono qui, ma sappiamo che cresce il volume statistico di casi di violenza, il che dimostra la fragilità delle sicurezza pubblica dello Stato.

Per quanto riguarda i ministri religiosi che lavorano nella Arcidiocesi di Manaus, vogliamo qui ricordare i recenti episodi di furto, rapina a mano armata, sequestro–lampo, minaccia di morte, con il grave assassinio del missionario italiano padre Ruggero Ruvoletto.

Non capiamo perché uno stato di diritto non garantisca ai suoi cittadini e a quelli che collaborano il pieno sviluppo della vita, il diritto di muoversi con sicurezza. Il quadro attuale di violenza e insicurezza constatato, associato soprattutto al traffico di droga, causa insicurezza e crea nella popolazione un sentimento di paura e di impotenza di fronte a situazioni che si presentano impunite o che ancora non hanno ricevuto un trattamento adeguato da parte delle autorità competenti.

La sicurezza é un diritto di ogni cittadino brasiliano.

Deve essere garantita dallo Stato, nel pieno esercizio della “preservazione dell´ordine pubblico e dell´incolumità delle persone e del patrimonio” (Costituzione Brasiliana, art. 144).

Quest´anno la Chiesa Brasiliana ha riflettuto durante la Campagna della Fraternità il tema “Fraternità e sicurezza pubblica: la pace é frutto della giustizia”

In questo senso, in comunione con tutta la Chiesa e con gli altri segmenti della Società Civile Organizzata che difendono la vita in tutte le sue circostanze, anche noi, padri, difensori della vita, della giustizia e della speranza, alla luce della Buona Novella di Gesù Cristo, facciamo appello a Vs Ecc. perché prenda provvedimenti e misure urgenti, effettive, sistematiche ed efficaci che diano risposta al quadro attuale, tanto ai fatti di violenza che hanno a vedere con la Chiesa Cattolica quanto soprattutto ai fatti che devastano la popolazione di Manaus e dell´interno dello Stato.

Pertanto, che la giustizia sia distribuita con equità per tutti i casi e che i responsabili dei crimini successi siano giudicati e esemplarmente puniti per i loro atti.

Chiediamo ampia riflessione, posizione e decisione da parte dello Stato di fronte ai fatti violenti che attentarono e attentano alla vita e alla dignitá della popolazione di Manaus e dell´interno, garantendo a questi il diritto alla sicurezza.

(Seguono le firme di 50 presbiteri)

A Manaus si muore: dov’è il nostro governo?

Rilancio la lettera di don Gianni apparsa su Vita Trentina del 18 ottobre 2009 e il suo invito (assieme a quelli di altri 49 sacerdoti) a sostenere l’appello rivolto al Governatore dello stato per richedere una maggiore sicurezza per i missionari e per le popolazioni locali.

Possiamo aiutare don Gianno firmando – la mattina del 6 dicembre – il documento con cui “la comunità cristiana del Decanato di Mori (Trento – Italia), in spirito di comunione e fratellanza con il popolo brasiliano dello Stato di Manaus e con i suoi presbiteri, si unisce al loro appello, con forza e convinzione, cosciente che se la Pace è primariamente un dono di Dio, essa è anche e soprattutto frutto della giustizia”.

Chiusura del ponte di Ravazzone: “Mori protesta e la provincia paga”

Il quotidiano Trentino del 4 novembre 2009 riferisce, a pagina 28, che “dopo le vibranti proteste del comune di Mori … la Provincia si piega alle esigenze e richieste moriane” decidendo “di farsi carico dei costi non indifferenti per il trasporto pubblico” necessario per limitare i disagi agli abitanti delle frazioni di Molina e Ravazzone.

Come dice il giornalista all’inzio del suo pezzo “Tutto è bene quel che finisce bene”.

Si deve però porre comunque la seguente domanda : perchè i problemi devono sempre essere “risolti” e non si possono invece “evitare” analizzando per tempo le conseguenze di determinate azioni, anche e soprattutto in sede locale, senza subire sempre in modo passivo gli eventi e aspettare l’ultimo giorno (o, come in questo caso, quello dopo) per affrontare le problematiche e risolverle?

A questo proposito confermo quanto ho già affermato in un mio precedente intervento (Grandi opere pubbliche .. : un’opportunità per il territorio?) evidenziando ancora che la parola Autonomia, giustamente piena di significato a livello provinciale, a livello locale fa fatica ad imporsi e alla fine è normale delegare al livello amministrativo superiore la risoluzione di tutti i problemi.ponte

“Mori e la sua gente”: trova l’errore

Cosa si nasconde sulla copertina dell’ultimo numero di “Mori e la sua gente” distribuito recentemente alle famiglie di Mori?

Morielasuagente
Copertina dell'ultimo numero di "Mori e la sua gente"

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