Nei giorni scorsi sui giornali sono apparse alcune anticipazioni relative alle osservazioni al progetto di collegamento Loppio-Busa presentato alla VIA dalla Provincia di Trento.
L’unica certezza che emerge è il sostanziale cambio di rotta rispetto a quanto contenuto nei programmi elettorali presentati ai cittadini meno di 6 mesi fa.
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Proseguono i lavori al ponte di Ravazzone e la strada rimane chiusa
La notizia non è certo delle migliori per la vita della gente comune e in particolare per gli abitanti di Ravazzone: il nuovo ponte non è ancora ultimato e quindi la SS240 continua ad essere chiusa in quel tratto sia per il traffico veicolare che per il transito dei pedoni (secondo i giornali locali fino al 2 gennaio).
Visto e considerato che i lavori erano necessari e che, per queste tipologie di intervento di ripristino strutturale, gli imprevisti sono sempre possibili, non era il caso di impegnarsi a fondo per ridurre i disagi dei residenti della piccola frazione di Ravazzone senza farli sembrare, oltretutto, cittadini di serie B per più di un anno?
Non si poteva pensare, ad esempio, ad un piccolo intervento che permettesse l’inversione ad U delle corriere e quindi il mantenimento del trasporto pubblico da e per Rovereto senza le ulteriori spese per le (poche) inutili e costose corse da e per Mori?
Presentazione del libro “Tra storia e futuro. Cento anni di Settimane sociali dei cattolici italiani”
LA PRESENTAZIONE E’ STATA RINVIATA A VENERDI 28 GENNAIO
L’Associazione culturale Luigi dal Rì consiglia la partecipazione alla presentazione del libro “Tra storia e futuro. Cento anni di Settimane sociali dei cattolici italiani” di Ernesto Preziosi
La presentazione avverrà alla presenza dell’autore
Lunedì 29 novembre
Venerdì 28 gennaio presso la Casa Natale A. Rosmini, Sala degli Specchi – C.so A. Rosmini, 28
Frana di ferragosto: il campeggio salvato dalla briglia
dal quotidiano Trentino del 18 agosto 2010
L’ultimo progetto della mia precedente esperienza lavorativa.
“… è bello pensare di aver contribuito a salvare vite umane.”
Investimenti locali e sussidiarietà
La notizia, riportata dai giornali locali, che la Comunità di Valle della Bassa Valsugana è in procinto di chiedere alla Provincia il finanziamento di un’ulteriore sede per un importo di circa 20 milioni di euro deve essere oggetto di alcune riflessioni su due distinti piani.
Il primo è riferito alla decantata maggiore efficacia degli investimenti pubblici programmati e realizzati mediante il principio della sussidiarietà e all’individuazione dell’entità minima territoriale a cui affidare tale programmazione.
Il secondo è riferito invece alla capacità di interpretare le esigenze dei residenti da parte della Comunità di Valle della Bassa Valsugana nello specifico e, in generale, da parte degli enti territoriali minori.
Con riferimento al primo ambito appare infatti scandaloso che in un angolo del trentino (Bassa Valsugana) si proponga la realizzazione (e si chieda alla Provincia il finanziamento) di una sede per la nuova istituzione quando in molti comuni di altre realtà territoriali trentine sono presenti chiare situazioni di priorità riferibili alla sistemazione degli edifici scolastici in stato fatiscente e non ancora adeguati alle nuove normative sismiche come richiesto dalla legge.
L’efficacia degli investimenti programmati non sarebbe maggiore se chi ha il potere di individuare le priorità avesse uno sguardo di insieme più grande? Nel rispondere a questa domanda dobbiamo ricordare a tutti noi che, pur con le specifiche diversità che ogni vallata trentina presenta, la popolazione trentina è di poco superiore alle 500 mila unità. È quindi necessario che il giusto decentramento amministrativo attualmente in corso mediante la costituzione delle Comunità di Valle sia accompagnato da precisi meccanismi provinciali di indirizzo, controllo e verifica al fine di garantire a tutti i trentini equità nella dotazione di servizi e infrastrutture.
Con riferimento invece al secondo ambito la considerazione da fare, non conoscendo in dettaglio la situazione territoriale locale, si riassume nella seguente domanda: “E’ possibile che l’investimento di 20 milioni di euro in una ulteriore nuova sede costituisca la Priorità massima nell’intero ambito della Comunità di Valle della Bassa Valsugana ”?
Considerato che l’ambito territoriale della Comunità di Valle è lo stesso dell’attuale Comprensorio della Bassa Valsugana e che, almeno per ora, non si conoscono le esigenze dell’istituzione Comunità in relazione alle competenze che, con la progressiva attuazione della riforma, le saranno trasferite appare perlomeno prematuro affrontare oggi la realizzazione di un’ulteriore sede che potrebbe poi rivelarsi di dimesioni sotto o sovrastimate rinviando interventi più urgenti e, probabilmente, anche più condivisi.
