A MORI: “otto… IL CARNEVALE + LUNGO DEL TRENTINO”

Dal depliant che pubblicizza il carnevale più lungo del trentino apprendiamo che:

“A MORI (Tn) dal 20 febbraio all’8 marzo 2011
Otto bassotto
otto… IL CARNEVALE + LUNGO DEL TRENTINO.
Manzano / Valle San Felice / Ravazzone / Besagno / Mori / Loppio / Molina / Mori Vecio / Tierno”

Qualcosa però non torna:

Otto località? No, sono 9.

Otto eventi? No, sono 10.

Otto giorni di festa? No, sono 7.

Otto giorni dall’inizio alla fine? No, sono 17.

Ma allora il numero 8 a cosa si riferisce?

Sono convinta che la vita sia bellissima.

Ecco il brano,tratto dal libro di Emanuela Zuccalà “Sopravvissuta ad Auschwitz. Liliana Segre fra le ultime testimoni della Shoah“, che ha chiuso la conferenza-spettacolo “Se questo è un uomo” di ieri al teatro sociale di Mori.

“Quando io testimonio cosa è stata la volontà di rimanere vivi in un contesto come quello dei lager nazisti e della marcia della morte attraverso la Polonia e la Germania, non posso fare a meno di dirlo anche ai ragazzi che mi ascoltano: Non usate mai la frase, non ce la faccio più. Siete tutti mie nipoti: io non voglio parlarvi solo da testimone della shoah,  non voglio farvi vedere solo gli orrori che io ho visto vissuto. Voglio raccontarvi la vita perché sono convinta che la vita sia bellissima.”

Chiusura del ponte di Ravazzone: “Mori protesta e la provincia paga”

Il quotidiano Trentino del 4 novembre 2009 riferisce, a pagina 28, che “dopo le vibranti proteste del comune di Mori … la Provincia si piega alle esigenze e richieste moriane” decidendo “di farsi carico dei costi non indifferenti per il trasporto pubblico” necessario per limitare i disagi agli abitanti delle frazioni di Molina e Ravazzone.

Come dice il giornalista all’inzio del suo pezzo “Tutto è bene quel che finisce bene”.

Si deve però porre comunque la seguente domanda : perchè i problemi devono sempre essere “risolti” e non si possono invece “evitare” analizzando per tempo le conseguenze di determinate azioni, anche e soprattutto in sede locale, senza subire sempre in modo passivo gli eventi e aspettare l’ultimo giorno (o, come in questo caso, quello dopo) per affrontare le problematiche e risolverle?

A questo proposito confermo quanto ho già affermato in un mio precedente intervento (Grandi opere pubbliche .. : un’opportunità per il territorio?) evidenziando ancora che la parola Autonomia, giustamente piena di significato a livello provinciale, a livello locale fa fatica ad imporsi e alla fine è normale delegare al livello amministrativo superiore la risoluzione di tutti i problemi.ponte

Mori e la sua circonvallazione

Dopo ormai 4 anni dalla sua apertura la circonvallazione di Mori non è ancora diventata la vera strada di collegamento tra la piana di Loppio e Rovereto. Molto probabilmente servono interventi di regolazione del traffico all’interno dell’abitato di Mori per diminuire ulteriormente il traffico di solo attraversamento.