A MORI: “otto… IL CARNEVALE + LUNGO DEL TRENTINO”

Dal depliant che pubblicizza il carnevale più lungo del trentino apprendiamo che:

“A MORI (Tn) dal 20 febbraio all’8 marzo 2011
Otto bassotto
otto… IL CARNEVALE + LUNGO DEL TRENTINO.
Manzano / Valle San Felice / Ravazzone / Besagno / Mori / Loppio / Molina / Mori Vecio / Tierno”

Qualcosa però non torna:

Otto località? No, sono 9.

Otto eventi? No, sono 10.

Otto giorni di festa? No, sono 7.

Otto giorni dall’inizio alla fine? No, sono 17.

Ma allora il numero 8 a cosa si riferisce?

Proseguono i lavori al ponte di Ravazzone e la strada rimane chiusa

La notizia non è certo delle migliori per la vita della gente comune e in particolare per gli abitanti di Ravazzone: il nuovo ponte non è ancora ultimato e quindi la SS240 continua ad essere chiusa in quel tratto sia per il traffico veicolare che per il transito dei pedoni (secondo i giornali locali fino al 2 gennaio).

Visto e considerato che i lavori erano necessari e che, per queste tipologie di intervento di ripristino strutturale, gli imprevisti sono sempre possibili, non era il caso di impegnarsi a fondo per ridurre i disagi dei residenti della piccola frazione di Ravazzone senza farli sembrare, oltretutto, cittadini di serie B per più di un anno?

Non si poteva pensare, ad esempio, ad un piccolo intervento che permettesse l’inversione ad U delle corriere e quindi il mantenimento del trasporto pubblico da e per Rovereto senza le ulteriori spese per le (poche) inutili e costose corse da e per Mori?

Chiusura del ponte di Ravazzone: “Mori protesta e la provincia paga”

Il quotidiano Trentino del 4 novembre 2009 riferisce, a pagina 28, che “dopo le vibranti proteste del comune di Mori … la Provincia si piega alle esigenze e richieste moriane” decidendo “di farsi carico dei costi non indifferenti per il trasporto pubblico” necessario per limitare i disagi agli abitanti delle frazioni di Molina e Ravazzone.

Come dice il giornalista all’inzio del suo pezzo “Tutto è bene quel che finisce bene”.

Si deve però porre comunque la seguente domanda : perchè i problemi devono sempre essere “risolti” e non si possono invece “evitare” analizzando per tempo le conseguenze di determinate azioni, anche e soprattutto in sede locale, senza subire sempre in modo passivo gli eventi e aspettare l’ultimo giorno (o, come in questo caso, quello dopo) per affrontare le problematiche e risolverle?

A questo proposito confermo quanto ho già affermato in un mio precedente intervento (Grandi opere pubbliche .. : un’opportunità per il territorio?) evidenziando ancora che la parola Autonomia, giustamente piena di significato a livello provinciale, a livello locale fa fatica ad imporsi e alla fine è normale delegare al livello amministrativo superiore la risoluzione di tutti i problemi.ponte

Mori e la sua circonvallazione

Dopo ormai 4 anni dalla sua apertura la circonvallazione di Mori non è ancora diventata la vera strada di collegamento tra la piana di Loppio e Rovereto. Molto probabilmente servono interventi di regolazione del traffico all’interno dell’abitato di Mori per diminuire ulteriormente il traffico di solo attraversamento.