"Ingegnere per vocazione, fotografo per passione"
 

È lo sguardo che fa la differenza

Nel fiume Piave, un tempo, c’erano i carioti, raccoglitori di sassi, uomini che vivevano del prelievo delle pietre, a mano, per portarle alle fornaci e produrre calce. Non sapevano nulla di geologia, ma a ogni pietra avevano dato un nome e ne valutavano la qualità. Un giorno di gennaio del 2001, l’antropologa Nadia Breda è andata sul greto con uno degli ultimi carioti per farsi raccontare quel mestiere antico, il significato di ogni gesto, la distinzione dei sassi del Piave in base a colori, forme, dimensioni, composizione, somiglianze, suoni. Ognuno “canta” a suo modo e quelli turchini hanno la voce più bella. Grazie al lavoro di Nadia, la storia di questi uomini non è andata perduta. Dice l’antropologa: «Quello che per me è caos di elementi, è un mondo chiaro e comprensibile per il carioto; ciò che per me è tutto identico, è per il carioto diversità conosciuta e sfruttata».

È lo sguardo che fa la differenza

Elisa Cozzarini in “Gli intrecci del fiume”

Senti, il torrente scorre ancora

“È finita in tribunale, terzo grado di giudizio, la battaglia per salvare il torrente Talagona dalla costruzione di una centrale idroelettrica che avrebbe prodotto poca energia e generato un grande impatto ambientale, nel cuore delle Dolomiti bellunesi. Hanno vinto Giovanna e tutti quelli che si opponevano allo sfruttamento fino all’ultima goccia di uno degli ultimi fiumi ancora liberi sulle nostre montagne. Non è solo questione di poesia e paesaggio, ma di leggi e regole da rispettare, per la difesa dell’ambiente.
«Senti, il torrente scorre ancora. Valeva la pena lottare!»”

Elisa Cozzarini in “Gli intrecci del fiume”

Fino all’ultima goccia

“Il silenzio delle distese di ghiaia è ciò che resta dell’imperativo: prendere fino all’ultima goccia, usare tutto il possibile, in nome dello sviluppo.”

Elisa Cozzarini in “Gli intrecci del fiume”