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La madre di tutte le vie

“Non è vero che tutte le strade portano a Roma. È più giusto dire che “tutte le strade partono da Roma”. Il conteggio delle miglia inizia e non termina in questo straordinario punto zero. La mappa delle vie consolari è una ragnatela di canali linfatici fatti per innervare le periferie, non il contrario.

In questa rete l’Appia è la Numero Uno, la Madre di tutte le vie. La Regina Viarum. La linea originale è lunga trecentosessanta miglia, pari a 533 chilometri, ma il tracciato percorribile si è allungato fino a 611 chilometri per gli ostacoli cresciuti negli anni dello spreco. È una direttrice indiscutibile, incurante dei dislivelli, costruita col sangue e il sudore di migliaia di sconosciuti. Il segno d’imperio di un cieco di nome Appio Claudio, che a partire dal 312 a.C. ne fa costruire la prima parte fino a Capua nel segno del rettilineo. Tracciare una linea è un atto sacrale che conferisce « chi lo compie un rango superiore, un po’ come Romolo che diventa “rex” disegnando i confini di una città. Le altre vie arriveranno dopo. Si chiameranno Cassia, Popilia, Flaminia, Emilia, Tiburtina-Valeria.

Alla fine del secondo secolo d.C. la rete raggiungerà le 53 mila miglia dalle terre iperboree di Scozia ai confini della Persia, dalle coste atlantiche di Spagna alla Selva di Teutoburgo in Germania, dai deserti della Libia alle nevi del Caucaso. Il sistema stradale migliore del mondo.”

Da “L’Appia ritrovata: in cammino da Roma a Brindisi” con Paolo Rumiz & c.

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