"Ingegnere per vocazione, fotografo per passione"
 

L’arrivo a Viterbo raccontato da Guido Piovene

“Ricordo un giorno di maggio che giunsi a Viterbo per il Cimino ed il lago di Vico.

Case isolate nelle prospettive spaziose, simili a fortilizi, con un alto muro di cinta intorno al giardino adiacente; torri-vedetta che spuntavano tra i castagni; le rocce pittoresche traforate di specchi, tondeggianti e poco profondi; borghi scuri di tufo, ville di principi, fontane monumentali, greggi di pecore, pastori; e intorno il rosso paonazzo dell’erba medica, il rosso vivo dei papaveri, il turchino dei fiordalisi, il violetto dei cardi sugli steli argentati, il giallo risplendente delle ginestre. Il giallo oro, il purpureo, il paonazzo, il violetto; anche la natura vestita dei colori più ricchi, i colori cardinalizi, di vetrata o di paramento.”

Guido Piovene in “Viaggio in Italia”

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