A Cavallo del 1980 (il primo sopralluogo documentato risale al 19/10/1979 mentre l’ultimo è del 21/05/1983) il geografo triestino Alessandro Cucagna si interessò al territorio del comune di Terragnolo e alla sua valle ai quali dedicò alcune ricerche geografiche completate dal racconto dei suoi sopralluoghi solitari.
Continuando, dopo il lavoro dedicato alla valle di Gresta (GARDUMO 77.78 | 17.18), a seguire le sue tracce ho così avviato (il 19 ottobre 2019 a 40 anni dal sopralluogo effettuato da Cucagna) una nuova ricerca dedicata al territorio del comune di Terragnolo e ai suoi trentatré borghi disseminati, quasi tutti, sul versante in destra orografica del torrente Leno di Terragnolo.
Nel visitare, durante diverse stagioni, il territorio del comune di Terragnolo ho scoperto una valle ricca di contrade (Alessandro Cucagna ne descrive ben 34; una in più di quelle attuali in quanto la frazione di Lunèri, oggi, non è più riportata sulle mappe) che, pur nella loro diversità, raccontano in modo unitario la vita e la storia dei suoi abitanti.
Ciò a testimonianza di un’unitarietà complessiva della valle ben rappresentata anche dalla dislocazione fisica delle tante frazioni: ogni frazione gode, infatti, della vista di almeno altri due paesi. La piacevole sensazione che ho provato nel percorrere la valle è stata quella di essere sempre al sicuro sotto il “controllo sociale” di qualche altro abitante delle valle; questo deve essere stato anche lo stato d’animo degli abitanti nei secoli scorsi quando, in questi territori, sono nate le prime cooperative ispirate ai principi di collaborazione e solidarietà.
Il lavoro di ricerca è terminato il 21 maggio 2013 (esattamente a 40 anni dall’ultimo sopralluogo di Alessandro Cucagna) e, nella sua versione definitiva, sarà accompagnato sia da testi storici di Cucagna che da alcune descrizioni attuali dei luoghi rappresentati.
In occasione della “CALL #02” de “La serena inquietudine del territorio” ho sintetizzato, in anteprima, il lavoro complessivo in 34 immagini che, seppur “prelevate” da tutte le 33(+1) contrade, sono in grado di raccontare la valle nella sua totalità con le (tante) contraddizioni presenti (nuove ristrutturazioni accanto a case abbandonate, negozi ancora attivi accanto ad altri chiusi o vicini alla chiusura, modi curiosi di attirare i “turisti” accanto ad un sistema di ospitalità diffusa basata sulle seconde case appositamente ristrutturate).