"Ingegnere per vocazione, fotografo per passione"
 

La città di Verona e il “suo” fiume Adige

“La città è un tappeto di tetti gialli. È irta di campanili di cotto rosso e di torri di pietra bianca. Il fitto quadrangolo del nucleo romano è simile a un cofanetto riposto nel grembo del fiume. La traccia “orizzontale” del muro civico è tesa a racchiudere la base del meandro tra Castel Vecchio e il ponte Aleardi.

Più oltre, verso la ferrovia che scavalca l’Adige con il dignitoso ponte ottocentesco, si scorge la cerchia scaligera che i veneziani rimodernarono su progetto del Sanmicheli e che gli austriaci munirono di bastioni.

(…)

Undici ponti uniscono le due sponde. Una volta erano tre. Lo annota Montaigne confermando le cronache locali. Sono i ponti gli attori primari della genesi e dello sviluppo della città: dalla rocca scaligera alle fiere, alle stagioni d’arte dell’arena e del teatro romano.

In tal senso Verona è una delle realistiche conseguenze di un sito geografico. Il suo seme sembra essere collegato al castelliere e al guado del fiume. La simbiosi Verona-Adige è una vibrazione di fatti fisici, biologici, spirituali.”

Aldo Gorfer in “L’Adige: una storia d’acqua “

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