"Ingegnere per vocazione, fotografo per passione"
 

… non come denti di una ruota nella macchina capitalistica

“… v’era qualcosa dell’atroce atmosfera della guerra.

La città aveva un aspetto disordinato e squallido, strade e palazzi avevano bisogno di riparazioni, le vie, nottetempo, erano oscurate per il pericolo d’incursioni aeree, i negozi in gran parte miseri e sprovveduti.

La carne scarseggiava e il latte era praticamente introvabile, difettavano carbone, zucchero e benzina, e c’era una grave penuria di pane. Anche all’epoca del mio arrivo, le file per il pane si allungavano spesso per parecchie centinaia di metri.

Tuttavia, da quello che si poteva giudicare, il popolo era soddisfatto e pieno di speranze. Non c’era disoccupazione e il costo della vita era ancora estremamente basso; si vedevano pochissime persone palesemente ridotte alla vera miseria e non c’erano neppure accattoni a eccezione degli zingari.

Soprattutto, si sentiva diffusa nell’aria una gran fiducia nella rivoluzione e nel futuro, l’impressione d’essere improvvisamente emersi in un’era di uguaglianza e di libertà. Gli esseri umani cercavano di condursi come esseri umani e non come denti di una ruota nella macchina capitalistica.”

George Orwell in “ Omaggio alla Catalogna”

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