"Ingegnere per vocazione, fotografo per passione"
 

Fifth Avenue

”M’accorgo che non ho scritto un pezzo su Fifth Avenue, e ora è troppo tardi, sto per partire, non lo scriverò più.
Peccato: sarebbe venuto un bel pezzo, lungo, avrei descritto la strada pezzo per pezzo da come comincia nel décor fine Ottocento di Washington Square, e come vien su nella prosaicità commerciale di Midtown, e poi i classici grattacieli, il Rockefeller Center, i negozi eleganti, le residenze signorili lungo il Central Park…

Avrei rievocato le giornate caratteristiche: il Thanksgiving Day, in novembre, quando il grande emporio Macy’s organizza una sfilata di carri e aerostati per divertire i bambini; o il giorno di St Patrick, in marzo, con l’interminabile corteo degli irlandesi, vestiti in costume col gonnellino, che noi avremmo giurato fosse scozzese…

Niente: è troppo tardi; di queste cose gioiosamente banali, o se ne scrive alla prima scoperta o non se ne scrive più.

Dopo un poco viene perfino il pudore di dichiarare loro il proprio amore, come a certe donne che sono state di molti.

Invece i newyorkesi no: nulla dà loro più soddisfazione che descrivere e ridescrivere la loro città, come fosse la più gran scoperta, nulla dà loro più soddisfazione che leggere di cose che vedono tutti i giorni.”

Italo Calvino in “Un ottimista in America”

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