”Per Whyte, gli spazi pubblici non sono sfondi architettonici, ma luoghi di relazione: la città vive quando le persone si fermano, parlano, si guardano, scelgono un posto dove sedersi.
Individuo alcuni principi fondamentali che ancora oggi ispirano la progettazione urbana piú attenta: sedute libere e mobili, per restituire libertà d’uso; visibilità e sicurezza, perché vedersi e sentirsi visti genera fiducia; elementi attrattivi (alberi, acqua, luce, ombra) che stimolano i sensi e trattengono le persone; flessibilità d’uso, perché la vita urbana è fatta di sovrapposizioni e di incontri imprevisti. La sua lezione civile resta attualissima: la città non si misura in metri quadri e distanze ma in relazioni possibili.”
Elena Granata in “La città di tutti”
