"Ingegnere per vocazione, fotografo per passione"
 

Le rughe di una città

“A Tirana le strade si chiamano Rruga, e a me piace pensare che siano come le rughe sul volto della città: i segni tangibili della storia, le tracce dei suoi mutamenti, i sintomi della saggezza prodotti dall’esperienza. Come le rughe di una persona, anche quelle di Tirana sono prodotte, alcune, dal tempo piacevole e, altre, dal corrucciarsi delle tragedie, alcune sono segnali di acquisita felicità e altre ancora sono sintomi di malesseri che hanno colpito la città. Lungo le strade di Tirana leggiamo i suoi passati ottomani e socialisti, ma anche il suo presente di libertà e speranza. Percorro rughe policrome perché l’arte le attraversa non come innesto cosmetico ma come antidoto estetico alla tossicità della dit-tatura. Alcune strade sembrano ripiegare i tessuti come le rughe di un volto anziano flagellato dal duro lavoro, altre si accartocciano per concludersi in spazi domesti-ci, altre ancora mi svelano la verità di una transizione non del tutto compiuta. Mi piace indagare con lo sguardo le rughe della città perché mi spiegano il suo passato e mi rivelano il suo futuro, come le linee di una mano per un chiromante.”

Maurizio Carta in “Romanzo urbanistico”

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