“La natura di confine incarnata dall’argine rimane per così dire implicita nelle fotografie; nel senso che di frequente la struttura arginale fisicamente non appare, ma le immagini che ne derivano sono possibili soltanto grazie alla sua presenza.
La panoramicità dell’immagine (pochi metri di sopraelevazione in pianura fanno guadagnare visibilità inedite) non sarebbe attingibile senza la postazione rialzata.
La necessità idraulica di difendersi dalla forza delle acque attraverso la costruzione di possenti barriere arginali si fa dunque opportunità estetica di contemplazione del paesaggio circostante, in un’affascinante commistione fra il concreto utilitarismo di una civiltà profondamente contadina, terragna, e la parentesi di contemplazione in un momento di gratuità percettiva.”
Davide Papotti nella sua introduzione al libro “FLUMEN: viaggio sul Po” con fotografie di Alessandra Repossi
