"Ingegnere per vocazione, fotografo per passione"
 

Riabitare significa ricostruire comunità

“I paesi non si rigenerano con gli slogan, con proposte estemporanee che seducono per fascinazione.

Non basta ristrutturare qualche casa per invertire dinamiche di infragilimento umano e di rarefazione dei servizi di prossimità spesso oltre la soglia dell’irrimediabilità. (…)

Riabitare significa ricostruire comunità, creare le condizioni essenziali per consentire di rimanere a chi vuol restare, per favorire il ritorno di chi vuole tornare, per accogliere chi ha maturato la scelta della vita da paese. Ristrutturare e recuperare immobili è solo un tassello della rigenerazione.

A volte, in pochi casi, diventa possibile, ma occorre distinguere la nascita di una nuova comunità da quella di un villaggio turistico aperto solo d’estate.

Senza un’offerta adeguata di servizi di cittadinanza essenziali – la scuola, la farmacia, i trasporti locali, la connessione a Internet, un presidio sanitario di prossimità – il ritorno in vita di qualche casa non sarà sufficiente per consentire un’esistenza dignitosa ai residenti e per contrastare il declino.”

Vito Teti in “La restanza”

Ascoltarli è fare scuola

“Nessun convegno, nessun incontro riuscirà mai a raccontare l’anima di un luogo come un drappello di anziani invitati a ricordare davanti alla scia di memoria lasciata da una lontana fotografia.

Ascoltarli è fare scuola: di urbanistica, di buon senso, di religione e di poesia.”

Emiliano Cribari in “Autoritratto della nostalgia”

Muri

“Ci sono muri poveri, muri secchi e asciutti, costruiti adagio, senza calce, senza modificare le pietre della terra o del mare, muri poveri che stanno su per miracolo, per difendere quel poco che c’è da difendere nella melanconia della povertà e poi ci sono muri ricchi, muri scolpiti, muri organizzati, muri di granito e muri disegnati, muri pesanti, muri spessi, muri grossi, muri spaventosi, muri che proteggono l’oro, le armi, le prigioni, le antiche famiglie, i re antichi e i re di oggi.”

Ettore Sottsass in “Di chi sono le case vuote?”

Eppure…

“Le culture sono spesso un abisso invalicabile, eppure dappertutto le persone si assomigliano nella loro propensione a seguire la strada che più le porta a dilaniarsi fra loro – eppure dappertutto, quando ormai non te l’aspetti più, ecco la benevolenza di chi vede in noi, per un attimo, un fratello, un altro essere umano.”

Roman Tulier in “Il sogno del giro del mondo“

31° incontro 239-241 nei giorni 21 e 22/09/2025

Breve sintesi fotografica dell’incontro “31° anno” degli ex commilitoni dei corsi 239 e 241 che hanno svolto tutto o parte del proprio anno di “naja” a Tonezza del Cimone nel 1993/1994.

Linea curva

«La linea retta è la linea degli uomini, quella curva la linea di Dio»
Antoni Gaudi