"Ingegnere per vocazione, fotografo per passione"
 

La rivoluzione di Rovereto: quasi tutta la città ai 30 all’ora

Articolo di Luca Marsilli su IL TRENTINO del 6 novembre 2012

Il traffico sulla statale sarà fluidificato con una rotatoria in via Craffonara e togliendo il semaforo di via Maioliche. In piazzale Orsi passerella per i pedoni

“E’ un piano, e lo è nel modo più concreto del termine perché imposta gli interventi che in tema di viabilità, infrastrutture e mobilità saranno compiuti a Rovereto nei prossimi 10 anni.

Ma il Pum, nel bene o nel male lo dirà solo il tempo, è anche molto di più. Un cambio radicale di visuale rispetto al passato, una scelta di campo, un impegno prima di tutto culturale. E una scommessa: punta a cambiare mentalità e cultura dei roveretani, partendo dalla convinzione che la qualità della vita di tutti possa migliorare, e che quindi quello che oggi sarà magari accolto con qualche mugugno, nel prossimo futuro diventerà motivo di orgoglio e fonte di benessere per ogni cittadino.

Ridotto a slogan, il concetto è che non si ragiona di viabilità ma di mobilità. Mettendo al centro non i veicoli, ma la persona. (…)”

(continua a leggere l’articolo su IL TRENTINO

Trentino trasporti e pubblicità del territorio

Oggi, tra Avio ed Ala, ho incontrato una corriera della Trentino trasporti e ho notato che nell’apposito spazio pubblicitario posteriore era riportato – in modo evidente – l’invito ad effettuare la propria spesa presso i centri commerciali di Affi in provincia di Verona.

Alla luce del ricorrente invito ai cittadini di prediligere i punti di vendita situati sul territorio provinciale (al fine di favorire l’economia locale e la finanza pubblica mediante la possibile riscossione dei 9/10 delle imposte a favore della Provincia) è opportuno che una concessionaria di un servizio pubblico – per giunta in regime di monopolio e affidamento diretto – veicoli (è proprio il caso di usare questo termine) un messaggio diametralmente opposto?

Il rifiuto dei partiti: Malessere degli elettori

Articolo di: Pierangelo Giovanetti

da L’Adige del 1 Novembre 2012

grilloA cinque mesi dalle elezioni politiche nazionali che dovranno decidere l’Italia del futuro, il quadro dei partiti appare totalmente disastrato. Il rifiuto della politica (di questa politica e di questi partiti), che si traduce in rifiuto del voto, riguarda ormai oltre metà della popolazione. Mai si era superato in elezioni regionali il 50%, come domenica scorsa in Sicilia. E il 53% di astenuti, a cui si aggiunge il 3% di schede bianche e nulle, porta il non-voto al 56% della popolazione.

(continua)

http://www.ladige.it/articoli/2012/11/01/rifiuto-partiti-malessere-elettori

Senza il territorio…

… oggi il problema non è l’eccesso di politica e di governo locale. Ma l’esatto opposto. La debolezza della politica, espressa da partiti personalizzati e mediatizzati. Sradicati dalla società e dal territorio. Dove l’associazionismo e il volontariato appaiono sempre più istituzionalizzati. 

Per questo, io vorrei più politica e più società. Più politica e partiti nella società. Più società nella politica e nei partiti. Senza professionisti della politica – del sindacato, dell’associazionismo professionale e volontario – “a vita”. Vorrei più volontari veri – in politica e nei partiti. Ma anche nella società e nelle associazioni. Più volontariato nello Stato. E meno Stato nel volontariato. Senza rinunciare al ruolo assunto dalle autonomie territoriali.

In un Paese come il nostro, arricchito e unificato dalle differenze locali, dissolvere le autonomie significherebbe semplicemente dissolvere lo Stato. I suoi elementi e i suoi fondamenti. Senza il territorio, i partiti e il Pd per primo: diventano “liquidi”.

Ilvo Diamanti da Repubblica del 15/10/2012

(Vedi http://www.demos.it/a00767.php)

Dinosauri, “girini” e nuovi media

Il Blog di Lorenzo Dellai

 

Non serve essere “dinosauri” o da rottamare per non saper conservare e valorizzare il rapporto con i cittadini anche mediante l’uso dei nuovi media.

É il caso di molti sindaci alla loro prima esperienza politica che, dopo aver promosso (e promesso) in campagna elettorale l’utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione per creare uno stretto rapporto con i propri elettori, non sono andati, con gli aggiornamenti promessi sul proprio sito, oltre la prima settimana di mandato…

Anche queste “modeste” disattenzioni incrinano, purtroppo forse anche definitivamente, il rapporto tra eletti ed elettori e sono il segno che anche persone “nuove” nel mondo della cosiddetta “politica”, si adeguano fin da subito al costume comune.

“Come sbloccare il paese immobile” di Ilvo Diamanti – Festival dell’Economia 2008

“Nel nostro paese il rapporto tra generazioni non prevede il ricambio, ma la cooptazione generalizzata.”

“Un paese vecchio è meno dinamico e dunque più chiuso, immobile, rispetto a un paese giovane.”

“La nostra non è una società stratificata, ma segmentata, fatta di forti particolarismi. Non esistono più culture e valori dominanti: la società attuale è composta di minoranze dominanti, di una pluralità di gruppi, ciascuno dei quali è in grado di imporre se stesso.”

“La crisi della politica, oggi, è in questa incapacità di ridurre la frammentazione sociale, ma anche di dare una prospettiva, un’idea di futuro.”

“In questa «democrazia del pubblico», dove contano moltissimo l’opinione pubblica e i sondaggi, la politica non decide. Insegue.”

“Uno dei primi obiettivi sui quali investire è, quindi, la trasformazione del capitale sociale in senso civico; in capitale sociale che rafforzi il bene comune. I sistemi di fiducia locale, di gruppo e familiari dovrebbero riuscire a tradursi in fiducia sistemica. Oggi, invece, il fondamento dell’autodifesa risiede nella fiducia a livello di piccolo gruppo che, tuttavia, non si trasferisce al sistema e nelle istituzioni. La reciprocità, cioè, stenta a diventare solidarietà.”

“Il nostro paese non ama l’apertura, non ama la concorrenza, e nemmeno il conflitto. Ma senza apertura e senza conflitto non può formarsi una classe dirigente.”

“Questo paese resterà immobile fino a quando chi governa non saprà resistere alle resistenze dei tassisti e dei localisti, fino a che i sindaci non si opporranno ai loro leader nazionali di partito, fino a che i figli non si ribelleranno ai genitori. Solo allora questo paese potrà diventare più aperto, più giovane, più mobile. Il problema è: quando capiterà? Quanto lontano è, da oggi, «allora»?”

Ilvo Diamanti al Festival dell’Economia 2008