Il fotografo ha l’obbligo di approfondire il significato dell’immagine per combattere l’estetizzazione totale e la desensibilizzazione nei confronti dell’immagine stessa. Mai come oggi l’uomo è travolto dalle immagini. E mai come oggi queste gli dicono poco. L’uomo ne è talmente saturo che non sa più provare delle emozioni. La fotografia ha quindi un compito etico, ancor prima che estetico.
Luigi Ghirri
Scattare ?? fotografia
“Chi non lo sa non potrebbe mai immaginare che quel semplice e umile paletto di legno conficcato nella terra indica uno dei luoghi piú significativi delle Alpi. (…) Indica la Stazione fotografica del Ghiacciaio della Marmolada.
Marco Albino Ferrari in “??????? ???? ????”
(…) Ogni anno lo stesso scatto, dallo stesso punto, fin da quando si usava imprimere lastre di cristallo con allumina e nitrato d’argento, o giú di lí. Si chiama ?????? ????? «?????????? ??????????», ed è utilizzato dai glaciologi per completare le rilevazioni operate direttamente sul ghiacciaio. Terminate le due misurazioni principali (…) si ritorna in questo punto per scattare l’immagine d’insieme.
Piú dei numeri, dei dati statistici, dei grafici, (…) da quassú è la forza immediata delle immagini a parlare.
La ??????????, nelle comparazioni con le serie del passato, diventa cosí uno ????????? ??????????? ?????????, indiscutibile nella sua assoluta attendibilità.
Ma diventa anche un ????????? ??????????, che va diretto alle nostre coscienze. Siamo ormai abituati ai raffronti tra vecchie immagini e foto di oggi, in cui si vede il ghiacciaio diventato il ricordo in miniatura di ciò che era: siamo abituati, ma ???? ????? ???? ????????? ??????????? ???????, ???????????̀, ???????????.
Raccontare emozioni
“Per me è importante raccontare le cose che mi hanno dato un’emozione e che camminano parallele alla poesia, quelle che ho provato, quelle che ho sentito, quest’uomo che vedevo senza averlo mai conosciuto.”
Mario Giacomelli in “La mia vita intera”

Oggi la gente è tutta “gonfia”
Mario Giacomelli in “La mia vita intera”
“Oggi la gente è tutta “gonfia”, tutti sanno tutto di tutto, io invece più vado avanti e più mi accorgo di sapere tutto al rovescio: non tutto di tutto ma niente di niente! Proprio all’opposto di quello che succede agli altri. Fa parte del mio carattere…”

Che cos’è la poesia?
Che cos’è la poesia? Non saprei rispondere, non me ne sono mai interessato. Per me è qualcosa di grande e se dovessi dirlo in due parole direi che è la vita.
La poesia è la cosa più semplice che esiste sulla Terra, perché usa le stesse parole che usiamo ogni momento, e queste però posseggono un dono. Hanno un dono!
Dette in una determinata maniera le parole non sono più parole, sono sensazioni, voglie, stati d’animo, sono orgasmi, sono tutto insomma. Nella poesia per me c’è tutto, c’è qualcosa che è ancora più di tutto!
Non saprei come spiegarlo con parole più semplici, perché è una cosa grande che non si può descrivere; tante cose si possono descrivere, ma per questa non c’è la parola giusta. Perché dicendo che è tutto – è vita, morte, gioia, pianto, allegria – non si può andare oltre.
Mario Giacomelli

Ogni tempo
Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti
Primo Levi, Un passato che credevamo non dovesse tornare più, in: Corriere della sera, 8 maggio 1974.
