"La felicità dipende fondamentalmente dalla piena accettazione di se stessi".
Pensiero di Umberto Garimberti
tratto da "Un Arameo errante" di Lucio Pinkus
Quando leggo un libro è mia abitudine sottolineare a matita i passi che mi hanno colpito in quel particolare momento; ciò succede spesso anche durante una eventuale ri-lettura.
Ecco raccolti in questa sezione tutte le mie principali sottolineature.
"La felicità dipende fondamentalmente dalla piena accettazione di se stessi".
Pensiero di Umberto Garimberti
tratto da "Un Arameo errante" di Lucio Pinkus
“Senza attenzione profonda si disgregano anche i rapporti umani, perché quel che costruisce i rapporti umani è soltanto l’amore, e l’amore non è altro che una forma di attenzione prolungata nel tempo.”
di Susanna Tamaro
“… la memoria è l’unica cosa che conta nella vita.
Memoria nel senso di vita partecipata e vissuta, sentimento di un passato condiviso; ma anche sforzo mnemonico, gioco di società, ricostruzione individuale e collettiva dei nomi, degli avvenimenti, delle durate, delle filastrocche, delle canzoni, delle squadre, dei campionati; ed infine massimo criterio organizzativo…”
Edmondo Berselli in “Il più mancino dei tiri”
“Perché la personalità di un uomo riveli qualità veramente eccezionali, bisogna avere la fortuna di poter osservare la sua azione nel corso di lunghi anni.
Se tale azione è priva di ogni egoismo,
se l’idea che la dirige è di una generosità senza pari,
se con assoluta certezza non ha mai ricercato alcuna ricompensa e per di più ha
lasciato sul mondo tracce visibili,
ci troviamo allora, senza rischio d’errore, di fronte a una personalità indimenticabile.”
da L’uomo che piantava gli alberi di Jean Giono
“… questo è solo un tipo di notte – disse Orione.
Ce ne sono di molti altri tipi, tutti bellissimi.
Ci sono notti d’estate calde e profumate;
notti fredde e ventose in cui le nuvole si azzuffano disegnando ombre irregolari per terra;
notti senza vento piene di fulmini, lacerate all’improvviso da bianchi lampi a zigzag;
fresche notti di primavera in cui nemmeno gli uccelli del giorno possono dormire;
notti silenziosi d’inverno quando la neve copre il suolo e gela le case e gli alberi.
Quante notti ho visto, e quante ne vedrai tu …”
tratto da “Il gufo che aveva paura del buio”
di Jill Tomblinson
Edmondo Berselli in VENERATI MAESTRI cita Guccini e scrive:
“[Guccini] … quando attacca la storia de La locomotiva, con la fiaccola dell’anarchia, la giustizia proletaria e tutto il resto, e lo travolgono che ancora respirava, fa venire giù i palasport: e applaudono con le lacrime agli occhi anche quelli che hanno abbandonato le cellule e gli assessorati e votano per Forza Italia, vergognandosi però discretamente quando li interpella Nando Pagnoncelli, facendo così fallire i sondaggi“.