"Ingegnere per vocazione, fotografo per passione"
 

Il paese si stende attorno alla meravigliosa piazza rettangolare, non umiliata dal cemento e dal nuovo.

“Il paese si stende attorno alla meravigliosa piazza rettangolare, non umiliata dal cemento e dal nuovo. La prospettiva delimitata in fondo da due colonne a ridosso dell’argine, imbuto d’una strada silenziosa con belle case antiche, porta l’occhio verso l’aperto. Là in fondo l’aperto si presenta dietro un orizzonte, facendo sentire l’indistinta lontananza che dà un senso alla nostra collocazione spaziale. Piazza quasi sempre vuota, dove il vuoto si riconosce come l’accogliente, e noi accolti potevamo accorgerci degli altri accolti di passaggio, senza la solita sensazione di fastidio.”

da “Verso la foce” di Gianni Celati

“Osservare” secondo Gianni Celati

“Ogni osservazione ha bisogno di liberarsi dai codici familiari che porta con sé, ha bisogno di andare alla deriva in mezzo a tutto ciò che non capisce, per poter arrivare ad una foce, dove dovrà sentirsi smarrita. Come una tendenza naturale che ci assorbe, ogni osservazione intensa del mondo esterno forse ci porta più vicini alla nostra morte; ossia, ci porta ad essere meno separati da noi stessi.”


Gianni Celati – Introduzione di “Verso la foce”

Recensione di Salvatore Picciuto del libro GARDUMO 77.78|17.18

Tra le pubblicazioni ricevute negli ultimi tempi, oggi volevo ringraziare e complimentarmi con Guido Benedetti per il suo attento lavoro fotografico, sintetizzato nelle 40 immagini presenti all’interno del volume [GARDUMO 77.78|17.18], su un percorso battuto quaranta anni prima dal geografo triestino Alessandro Cuccagna. Altro bel modo di osservare e fotografare il territorio.

link dal “post facebook

Il vero viaggio di scoperta…

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri, osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è”.
Marcel Proust

Raramente l’occhio si ferma su una cosa…

“Raramente l’occhio si ferma su una cosa, ed è quando l’ha riconosciuta per il segno di un’altra cosa: un’impronta sulla sabbia indica il passaggio della tigre, un pantano annuncia una vena d’acqua, il fiore dell’ibisco la fine dell’inverno. Tutto il resto è muto e intercambiabile; alberi e pietre sono soltanto ciò che sono.”

Italo Calvino “Le città invisibili”