LAVORI IN CORSO

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Riordinando nei cassetti dei ricordi ecco emergere le certificazioni dei miei primi corsi “base” effettuati da neofita.
Li chiamo “Base” perché per me sono stati fondamentali nel mio percorso fotografico e senza di loro difficilmente sarei potuto crescere fotograficamente.
Dai primi rudimenti tecnici mi hanno infatti portato ad ottenere molte belle soddisfazioni con alcuni dei miei progetti (alcuni già ultimati e presentati – tra gli altri Gardumo 77.78|17.18 e www.ss47.it realizzato proprio con il mio insegnate Luca Chistè – altri ancora da confezionare in via definitiva – è il caso di Me.and~scape – altri in via di definizione – è il caso di un prossimo lavoro che effettueremo in “grande formato” con il banco ottico -).
Grazie a tutti coloro che mi hanno aiutato in questo percorso e in particolare al mio primo insegnante Luca Chistè e ai soci del mio circolo fotografico “Il Fotogramma Associazione Fotografica” che con i loro consigli e i loro stimoli hanno via via reso sempre più completa la mia fotografia.
Spero di avere, nel corso di questi 10 anni, restituito qualcosa di tutto quello che ho imparato sia a loro sia a chi ha avuto l’occasione di vedere i miei lavori.
L’augurio che mi faccio per il 2026 è di non fermarmi qui.

Concerto di Santo Stefano promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Mori.














Programma Musicale della serata:

“l’ultima parola spetta alla coralità del paese, quella di ieri e di oggi, che parla e prende vita nel corpus di queste opere e ci restituisce alla memoria cose che ormai credevamo dimenticate. Ecco il potere evocativo ed insostituibile della fotografia, quello di restituire ad un’apparenza visibile la memoria confusa dei nostri ricordi, anche quelli creduti perduti per sempre.”
Partendo dalla frase conclusiva dell’introduzione di Mauro Rombi al libro dedicato al dottore e fotografo Josto Miglior edito nella collana “I fotografi della Sardegna” voglio fare le congratulazioni a Mauro per questa collana dedicato alla riscoperta del proprio territorio a partire da immagini di fotografi sardi e quindi con una visione da autoctono.
Come è raccontato nell’introduzione molto spesso il territorio sardo è stato infatti oggetto di ricerche da parte di fotografi venuti da fuori che potrebbero avere registrato solo quella parte di Sardegna a loro più comoda (vuoi per ricerche antropologiche, vuoi per le bellezze naturali presenti).
A questo proposito voglio peraltro ricordare i bei recenti lavori del collettivo “Paesaggio a nord ovest” (sito https://paesaggioanordovest.it) dedicato ovviamente ad una Sardegna vista nella sua modernità senza nascondere anche qualche aspetto problematico.

Quando, durante la lettura del libro “PIANURA” di Marco Belpoliti, sono giunto al capitolo dedicato ai “pispiò” (gli “anti-vespasiani”) di Modena e, in particolare, alle tre pagine dedicate ai marciapiedi e ho letto i seguenti due passaggi:
- “… gli ho detto di Jane Jacobs, una signora canadese che ha scritto uno dei piú bei libri di architettura del XX secolo, “Vita e morte delle grandi città”; nel suo volume Jacobs dedica varie pagine ai marciapiedi, attribuendo proprio a loro, collocati nelle strade delle grandi metropoli americane, un ruolo fondamentale per regolare la vita collettiva.”
e- … Primo Levi che ai marciapiedi ha dedicato una grande attenzione”;
sono sobbalzato sulla sedia per quella che, sul momento, ho considerato una “coincidenza”.
Sul mio comodino infatti, accanto al libro di Belpoliti, ci sono proprio questi due grandi autori: Jane Jacobs – con il libro citato – e Primo Levi con il libro “Il sistema periodico”.
Carl Jung mi ha insegnato, invece, che nulla accade per caso e che la maggior parte degli eventi, nella nostra vita, hanno un significato preciso e accadono per una ragione: a questa teoria ha dato il nome di “sincronicità”.
