“I suoi paesaggi erano accuratissimi nei dettagli, il colore infantile e irreale; lo stile era totalmente personale, ogni più piccola pianta o filo d’erba era disegnato con altrettanta cura di ogni nuvola o catena montuosa in lontananza. «Ad eccezione dei popoli primitivi e dei giapponesi,» scrisse nel 1918 «tutti hanno sempre dipinto soltanto le grandi masse degli alberi e delle montagne, senza prestare alcuna attenzione ai fiorellini e ai fili d’erba.»
«Ciò che mi interessa più di ogni altra cosa» scrisse ancora «è la calligrafia di un albero o delle tegole di un tetto, e intendo dire foglia per foglia, ramo per ramo, filo d’erba per filo d’erba.»
Colm Toibin in “Omaggio a Barcellona” parlando di Joan Miró
