“Ci sono edifici che, grazie alla sapienza di chi li ha progettati e all’attenzione visiva di chi li fotografa, svelano una forma antropomorfa. Nelle architetture sono nascosti occhi, nasi, orecchie, labbra, volti che aspettano la parola e la parola sembra poter nascere solo se vivono l’evento rivelatore della luce, nella condizione limite che è l’assenza dell’uomo.
Basta la presenza di un passante per ridare all’architettura il valore di sfondo, per dare al vuoto il senso drammatico di un’assenza, mentre l’assenza degli uomini toglie al vuoto questa dimensione d’angoscia e fa del vuoto quello che veramente è.
Un vuoto che riempie e diventa il soggetto stesso.”
Gabriele Basilico in “Abitare la metropoli”
