"Ingegnere per vocazione, fotografo per passione"
 

Case ad un euro: come svendere memoria comunitaria e svalutare le case di chi è rimasto

“Nelle spopolate aree interne, nella speranza di attrarre residenti, è stata proposta piú volte la vendita «a un euro» delle case abbandonate dai proprietari. Si tratta dello slogan di una presunta azione di salvaguardia che, però, è rivolta alla vita degli immobili e non a quella delle persone (…).

Credo sia un’idea devastante perché restituisce l’idea che la casa venduta al prezzo di un euro valga esattamente un euro; che valga un euro la fatica di averla pensata e costruita, l’averla abitata, l’avervi fondato le vite nascenti, l’aver costruito una rete di vicinato, l’averla fatta diventare il posto di qualcuno nel mondo.

Sotto un profilo simbolico, è come svendere la memoria comunitaria; sotto un profilo economico è depotenziare i costrutti familiari e sociali incorporati in ogni singola casa, svalutare economicamente le case dei restanti, di quei residenti che hanno continuato a vivere nel paese, a curare e manutenere le loro abitazioni.”

Vito Teti in “La restanza”

La Boqueria e la frutta che scandisce il passare delle stagioni

“Se manchi dal mercato per qualche giorno, in febbraio o marzo, al tuo ritorno scopri che sono arrivate le fragole, e non solo le primizie a prezzi esorbitanti, ma le fragole a prezzo normale, ammucchiate a chili su tutte le bancarelle. È una sorpresa, così presto, il primo segnale dell’arrivo della primavera.

Due mesi dopo, le fragole non ci sono più, e il mercato è pieno di pesche, prugne, ciliege. Per i due mesi successivi, saranno questi frutti a determinare i colori del mercato. Farà caldo, ormai, il sole brillerà sulla Rambla e le notti saranno pervase dal piacere che il caldo porta con sé.

Il primo segnale di un cambiamento, dell’autunno che si avvicina, arriva già in piena estate: la prima uva nera a prezzi bassi, i primi mandarini, le pere, i fichi. L’estate che finisce: un’altra estate che non tornerà più.”

Colm Toibin in “Omaggio a Barcellona”

La Barceloneta (1988)

“La Barceloneta è un posto tranquillo, di notte; le vie deserte sono più sicure di quelle del centro. Le strade sono costruite secondo la stessa struttura a griglia dell’Eixample, ma la Barceloneta è più antica: fu costruita nel diciottesimo secolo quando centinaia di case furono abbattute per far posto alla cittadella, ora Parc de la Ciutadella.

Si può venire a fare il bagno di notte, le spiagge sono illuminate e alcuni dei bar che servono tapas, pesce e birre fredde stanno aperti fino a tardi. D’estate è un posto perfetto per scrollarsi di dosso il calore della giornata.”

Colm Toibin in “Omaggio a Barcellona”