Ancora ricorsi contro la legge sui vitalizi: cosa possiamo fare da semplici cittadini?

Dal quotidiano L’ADIGE del 13 novembre 2014:

“Quattro mesi dopo l’approvazione della legge regionale che ha ridotto gli anticipi dei vitalizi concessi nel 2012, il bilancio è netto: più di uno su due (il 52,7%) dei 127 ex consiglieri ha finora deciso di non restituire quanto chiesto dal consiglio regionale e di ingaggiare una battaglia giudiziaria. Sono 66 i ricorsi presentati ieri al tribunale ordinario: il grosso dell’offensiva, più volte minacciata dagli ex nei mesi scorsi, è ufficialmente partita, dopo che l’ex Svp Alois Kofler era andato in avanscoperta qualche giorno fa con un ricorso solitario al Tar.”

Ad oggi, 21 novembre, gli ex-consiglieri (trentini) che hanno presentato ricorso contro la nuova legge regionale che limita (peraltro in modo assai ridotto) l’entità dei vitalizi e delle “prepende” a loro già elargite sono (per quanto trapelato dai giornali e sperando di non dimenticare nessuno):

  1. Bazzanella Gianni,
  2. Betta Mirella
  3. Binelli Eugenio
  4. Rella Alberto
  5. Romano Francesco,
  6. Veneri Carla (vedova Casagranda)
  7. Carlo Andreotti
  8. Mario Malossini,
  9. Pino Morandini
  10. Mauro Delladio
  11. Caterina Dominici
  12. Sergio Muraro
  13. Claudio Taverna
  14. Margherita Cogo
  15. Mario Magnani
  16. Italo Craffonara
  17. Denis Bertolini,
  18. Giuseppe Agrimi.
  19. Claudia Piccoli,
  20. Vigilio Nicolini,
  21. Guido Lorenzi.

I sopracitati 21 ricorrenti, oltre ad aver presentato ricorso contro la nuova legge, vogliono erigersi inoltre a paladini della privacy e della moralità dispensando dichiarazioni allucinanti a destra e a manca (è proprio il caso di fare riferimento ad entrambi gli schieramenti e a entrambe le mani con cui hanno sapientemente razziato) che oltre a mancare di rispetto ai propri elettori dimostrano la loro totale mancanza di valori e la distanza siderale che li separa da chi, in passato, aveva voluto dar loro fiducia mediante il voto.

Dopo la assurda dichiarazione di Pino Morandini (“sui vitalizi devo rispondere solo a Dio")

a cui ho risposto “Per la tua attività di politico devi rispondere ai tuoi elettori altro che a Dio! Lascia a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio e VERGOGNATI!” ho cancellato dai miei contatti il suo nominativo accompagnando il mio gesto simbolico con questa missiva:

"Come raccontavo ad un amico proprio ieri, io ho molti contatti con persone di cui non condivido il pensiero Fino ad oggi non lo avevo mai considerato un problema, anzi. Credo infatti che sia giusto conoscere l’opinione e le posizioni altrui per poter poi, con il confronto, trovare una soluzione interessante che sia migliore delle due idee di partenza.

Davanti a certe esternazioni, che evidenziano il vuoto di valori e la distanza con la gente comune sempre più in difficoltà, mi vedo costretto però ad agire e la prima cosa che farò sarà quella di eliminarLa dai miei contatti!

Le auguro un sereno futuro con i soldi di tutti noi!"

Ora, preso atto dell’ultima ondata di ricorsi, penso che proseguirò nella mia azione di “pulizia” augurandomi di poter aderire a breve a nuove iniziative per far sentire ulteriormente e con più forza la nostra voce e di poter condividere questo impegno con i nostri attuali rappresentanti politici che devono dare dimostrazione di essere vicini ai propri elettori anche su questi argimenti e non solo nei bar durante i periodi pre-elettorali.

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