"Ingegnere per vocazione, fotografo per passione"
 

“Paesaggio Italiano” di Luigi Ghirri

“Questo lavoro sul paesaggio italiano vorrei che apparisse un po’ così come questi disegni mutevoli; anche qui una cartografia imprecisa, senza punti cardinali, che riguarda più la PERCEZIONE di un luogo che non la sua catalogazione o descrizione, come una geografia sentimentale dove gli itinerari non sono segnati e precisi, ma ubbidiscono agli strani grovigli del vedere.”

“Questo ‘Paesaggio italiano’ potrà apparire non segnato dalle devastazioni della contemporaneità, un tempo sospeso sembra consegnarlo allo schematismo del viaggio ottocentesco, ma ho rivolto a questi luoghi uno sguardo pieno di affetto e amore nel tentativo di percepire un sentimento semplice e stupefatto di appartenenza nella speranza forse ingenua di scongiurare altri disastri e altre mortificazioni.”

Luigi Ghirri da “Paesaggio Italiano”

“MINE/SCAPE” di Roberto Deaddis

Roberto Deaddis, componente del collettivo fotografico “Paesaggio a nord-ovest”, ha dato alle stampe la sua prima pubblicazione dal titolo “MINE/SCAPE”.

Ho conosciuto Roberto in occasione della 19^ conversazione dell’iniziativa DI/VISO; Roberto con Marcello Seddaiu hanno infatti presentato con Salvatore Picciuto e Sandro Iovine il lavoro del collettivo fotografico “Paesaggio a Nord-Ovest” nato per raccontare il territorio della Sardegna nord-occidentale attraverso la fotografia.

Avendo apprezzato il loro lavoro mi sono permesso di proporre uno scambio di libri: il loro “Porto Torres. Approdi, limiti, città” con il mio “GARDUMO 77.78 | 17.18”.

Successivamente Roberto mi ha fatto avere anche la sua pubblicazione dedicata alla zona dell’Argentiera nella quale, da fine ‘800 al 1962, si è estratto piombo argentifero e zinco ed era sorta una florida comunità dove si registrò un insolito, quanto significativo, fenomeno di immigrazione.

Oggi quella zona è in abbandono ed è divenuta un paradiso per gli appassionati di archeologia industriale, di trekking e di mare.

Il lavoro di Roberto, effettuato usando un’attrezzatura molto particolare (un obiettivo di fabbricazione russa noto per il suo particolare bokeh), non si limita ad una mera documentazione della situazione attuale di quel territorio ma interpreta in modo personale e intimo il paesaggio della zona. Le immagini sono molto delicate e il lavoro risulta ben equilibrato riportando sia immagini di paesaggi naturali che paesaggi fortemente antropizzati e ora abbandonati; sfogliare con calma il libro, ritornando ogni tanto sui propri passi per rivedere le immagini, consente di entrare veramente nel lavoro e nelle atmosfere pensate dall’autore.

La sensazione che si ha sfogliando il libro è di una gran serenità e vien la voglia di visitare questi territori fuori stagione proprio come ha fatto Roberto.

La qualità del libro infine è, come per il libro di Giovanni Minervini, davvero importante: anche in questo caso congratulazioni sia a Roberto Deaddis per l’ideazione che a Salvatore Picciuto di myphotoportal per l’aiuto sicuramente fornito e per aver pensato un’iniziativa editoriale dedicata specificatamente ai fotografi che desiderano fare del proprio lavoro anche una pubblicazione.

Collegamenti utili:

  • Sito internet di Roberto Deaddis
  • MINE/SCAPE” sul sito di Roberto Deaddis
  • Sfogliando “MINE/SCAPE” su myphotoportal
  • Presentazione della pubblicazione  “MINE/SCAPE” sul canale instagram di myphotoportal

“Un altrove imprevedibile” di Giovanni Minervini

Qualche tempo fa Giovanni Minervini mi ha spedito, con una sua bellissima dedica (nella quale pone in evidenza la differenza tra “guardare” e “leggere” le immagini), il suo libro dal titolo “Un altrove imprevedibile” nel quale racconta il quartiere Luzzati di Napoli situato a poche centinaia di metri dal quartiere direzionale.

Anche se avevo già apprezzato l’elevata qualità del lavoro, avendo visitato il sito di Giovanni (www.giovanniminervini.it) in occasione della sua presentazione del lavoro “due.uno.nove” del quale ho già scritto in un altro mio post, vedere il risultato materializzarsi su carta è sempre una cosa meravigliosa.
Paragono questa sensazione un po’ a quando, qualche anno fa, i fotografi vedevano materializzarsi pian piano il proprio lavoro sulla carta fotografica.

Lo stile di ripresa di Giovanni è molto particolare, pur con molti richiami espliciti o meno a diversi fotografi, in quanto lui va diritto all’essenza della situazione e riesce a descrivere molto bene non solo l’ambiente fisico ma anche a quello “umano” anche senza l’inserimento di persone all’interno dell’inquadratura.

Pur ritrovando – almeno in parte – il mio stile fotografico, che in alcuni casi forse si ferma però al solo “dare ordine all’interno dell’inquadratura al disordine che si trova nella realtà”, Giovanni fa un passo in più e riesce a trasmettere, infatti, attraverso le sue immagini la vita dei luoghi che riprende.

Oltre che per la qualità delle immagini devo fare le mie congratulazioni a Giovanni anche per il suo metodo di lavoro che si basa sempre su ricerche approfondite ed è anticipato da specifici sopralluoghi preventivi (anche senza macchina fotografica al seguito) per entrare, in qualche modo, in “sintonia” con il territorio oggetto della propria indagine.

La qualità del libro è poi davvero importante e impreziosita anche da un bel segnalibro dedicato al progetto: in questo caso congratulazioni anche a Salvatore Picciuto di myphotoportal per questa iniziativa editoriale dedicata specificatamente ai fotografi che desiderano fare del proprio lavoro anche una pubblicazione.

Di seguito lascio alcuni collegamenti utili per approfondire la fotografia di Giovanni:

  • Sito internet di Giovanni Minervini
  • Sfoglia e acquista una copia di “Un altrove imprevedibile” su myphotoportal
  • “Un altrove imprevedibile” su Fpmagazine
  • Presentazione della pubblicazione  “Un altrove imprevedibile” su FPtalk 45 di Sandro Iovine
  • Presentazione della pubblicazione  “Un altrove imprevedibile” sul canale instagram di myphotoportal