Le auto blu di Monti: demagogia e cattivo “giornalismo” favoriscono l’antipolitica

Oggi pomeriggio, dopo aver partecipato al saggio scolastico di Jacopo, ho avuto occasione di ascoltare alla radio, su un noto NetWork privato nazionale, un’intervista all’onorevole Daniela Santanchè condotta dai d.j. del programma.

Nell’intervista l’onorevole Santanchè, molto ben sostenuta dai due “imparziali” conduttori, ha colto l’occasione per attaccare il governo Monti partendo dalla notizia – diffusa, chiaramente, in modo artefatto – che il governo starebbe effettuando l’acquisto di 400 nuove auto blu.

Devo dire che il tono degli intervistatori e il registro dell’intera intervista mi ha dato molto fastidio; a mio parere questo tipo di “giornalismo” (sempre che di giornalismo si possa parlare) che si basa solo sul titolo delle notizie senza effettuare i necessari approfondimenti, contribuisce – in alcuni casi n modo determinante – ad alimentare il vento dell’antipolitica che sta spirando molto forte in questi mesi e non aiuta certo a vedere le cose in modo oggettivo.

In questo caso, infatti, una scelta volta alla razionalizzazione del patrimonio pubblico e della sua gestione viene male interpretata e trasmessa agli ascoltatori facendola passare per una scelta volta, al contrario, ad aumentare la spesa pubblica.

Consip, che rappresenta una società per azioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze, effettua, infatti numerose gare d’appalto per l’affidamento di altrettante “convenzioni”.

Le convenzioni così stipulate, riferite ai più svariati settori merceologici (carburanti, auto, mezzi in generale, carta per fotocopiatrici, penne, pannolini per incontinenti ecc.) sono messe a disposizione di tutte le amministrazioni pubbliche (sia locali che centrali) che se ne possono avvalere per effettuare i propri acquisti ai migliori prezzi possibili ottenendo quindi significativi risparmi.

Le gare sono infatti effettuate in modo aggregato per grandi quantitativi; in questo modo è quindi possibile ottenere percentuali di ribasso più consistenti rispetto sia ad un acquisto diretto (con un’unica offerta) che ad una gara svolta per poche unità di materiale.

L’invito a tutti i “giornalisti” è quindi – prima – quello di approfondire le notizie e – poi – quello di divulgarle nel modo più veritiero e corretto possibile.

Solo mediante un forte impegno di tutti a “dire la verità”, senza nascondere i problemi e senza nemmeno inventarli, il nostro paese potrà riprendere la fiducia in se stesso e proseguire tutto compatto verso un futuro che tutti speriamo migliore.

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