Giusto multare chi supera i limiti di velocità

Riportiamo di seguito una bella presa di posizione contro i “lamenti” di chi trasgredisce le regole e vorrebbe sempre farla franca.

Dobbiamo tutti prendere atto che il problema degli incidenti stradali è reale e non virtuale, e non solo per le famiglie che vedono propri cari coinvolti negli incidenti (investitori, investiti, illesi o feriti), e che la stragrande maggioranza degli incidenti è causata da comportamenti errati degli automobilisti coinvolti.

E’ quindi giusto che le forze dell’ordine vigilino e, se necessario, puniscano i comportamenti di chi non rispetta le norme e non mostra rispetto per la propria e altrui vita.

Ricordiamoci quindi, in particolare, di non procedere a velocità eccessiva nei centri abitati (i pedoni non hanno air-bag che li difendono in caso di investimento) e di distrarci alla guida per telefonare, videotelefonare, messaggiare ecc.

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di RUGGERO VAIA da pag. 54 de L’Adige del 25 luglio 2009

Caro Direttore, mi pare davvero un po’ esagerato che il suo giornale ospiti in prima pagina (22 luglio) una perorazione contro le multe stradali che molti automobilisti si procurano salendo in Valle di Fiemme. Le sanzioni non sono un indifferenziato dazio, come un pedaggio autostradale, come l’intervento citato sostiene, bensì vengono comminate a coloro che violano le norme del codice stradale. Conosco molta gente che è immune da tale sindrome, gente tranquilla e rispettosa. Il fatto è che nella nostra bella Italia è diventato normale non rispettare le regole stradali: viaggiare sopra al limite di velocità, spesso a pochi metri dal veicolo che precede, non dare la precedenza ai pedoni sugli attraversamenti, non usare gli indicatori di direzione, usare i lampeggianti d’emergenza come un lasciapassare per la sosta sul marciapiedi o in seconda fila. E quindi è diventato senso comune vivere come un’ingiustizia l’applicazione delle norme: se tutti fanno come gli pare, perché non posso anch’io? La parte più penosa dell’intervento pubblicato è comunque dove si sostiene che sanzionare le violazioni è deleterio per l’economia, per il turismo. I poveri turisti «Schumacher», irritati per non poter correre a loro piacimento, si adonteranno e non frequenteranno più Fiemme e Fassa! E, di grazia, dove andranno? Frequenteranno forse le valli austriache o svizzere? Si calmino, invece! Vivranno meglio anche loro, se rispetteranno il prossimo ed eviteranno di creare situazioni di pericolo. Nel mio piccolo vorrei invece suggerire alle forze dell’ordine altre odiosissime violazioni, anche queste connesse (più sensatamente, mi pare) con il turismo come risorsa. Per esempio, quali gitanti si possono godere la montagna del Sella e del Pordoi, se tutti i giorni le strade sembrano un autodromo percorso da motocilette rumorosissime, le cui rombanti accelerazioni ad ogni tornante echeggiano tra Sass Pordoi e Piz de Ciavàzes, nessuna che rispetti limiti di velocità, di rumorosità, di decenza? Quali escursionisti si divertono se, camminando su una strada forestale chiusa al traffico motorizzato, vengono regolarmente spalmati di polvere dal Suv di un impunito furbetto? Tuttavia non ci si può aspettare che con le sole sanzioni di legge si possa ripristinare un clima di rispetto reciproco, che in fin dei conti è il primo requisito per una vita sociale decente. Bisogna che ciascuno di noi si impegni in prima persona, incoraggiando i comportamenti corretti e criticando quelli oltraggiosi; per esempio, che al solito automobilista parcheggiato sul marciapiede un bambino spieghi che il passeggino del fratellino non ci passa.

One comment

  1. Rispettoso

    Giusto, ma chi controlla i controllori ?
    Ha mai avuto (come automobilista) l’impressione che alcuni “controlli” siano posizionati strategicamente e ad arte?
    Ha mai provato a seguire pedissequamente le indicazioni della cartellonistica stradale indicante le limitazioni ?

    Con ciò non voglio sminuire l’importanza di azioni preventive (necessarie) e sanzionatorie (giuste). Suppongo pero’ che le “filippiche” di automobilisti sanzionati possano nascere dall’impressione di essere preda di logiche truffatorie più che sanzionatorie. Di applicazioni cieche del codice che a volte possono esulare dal buon senso …

    [omissis]”Per le amministrazioni era la gallina dalle uova d´oro, capace di far impennare l´attivo dei bilanci. Per gli automobilisti era invece il “vampiro rosso”, che succhiava centinaia di euro dai loro portafogli ogni volta che arrivavano agli incroci. Nella trappola del T-red capitavano in tanti, spesso più volte al giorno.”

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