Il “centro di accoglienza per minori” di Mori

Come già riportato il 7 dicembre u.s. dal settimanale Vita Trentina (vedi http://www.vitatrentina.it/rivista/2011/anno_86_-_n_48/pag_25_valli/la_casa_di_bruna_restituita_ai_giovani) è stata da poco ultimata la costruzione del nuovo “centro di accoglienza per minori” realizzato a Mori Vecchio sul terreno donato dalla sig. Bruna Dal Rì alla comunità di Mori e all’intera Vallagarina.

Fra poco, di conseguenza, il Centro diurno comprensoriale per minori, attualmente ospitato nello stabile della scuola materna di Tierno e gestito dall’Associazione provinciale per i minori, si trasferirà nella nuova sede, che offre spazi più ampi e adeguati al numero di partecipanti alle iniziative.

Un buon lavoro quindi a tutte le persone impegnate in questo importante compito e un augurio di trovare, o di ritrovare, il filo conduttore e il senso della propria vita a tutti i giovani che avranno la necessità di essere aiutati nella nuova struttura.

Quello che però appare subito evidente a chi transita lungo via Fabio Filzi è l’assoluta estraneità architettonica del nuovo stabile rispetto al tessuto edilizio preesistente e la netta sensazione che si stia ammirando un edificio di “plastica”.

Peccato!

Peccato per due motivi.

Il primo perché un luogo destinato ad una attività così importante, quale è l’aiuto a giovani in difficoltà che hanno bisogno di essere compresi e accolti nel modo più vero e caldo possibile, poteva essere meglio valorizzato adottando una tipologia di edificio più tradizionale che potesse far sentire i giovani “a casa” e non “ospiti in una casa di cura”.

Il secondo perché è necessario che il Trentino, come fa da sempre il vicino Alto Adige, mantenga (o forse bisognerebbe dire recuperi) le proprie caratteristiche di territorio di montagna anche dal punto di vista architettonico puntando su un’edilizia tradizionale (anche se interpretata in chiave attuale). Ciò deve valere, in particolare, almeno per gli edifici pubblici visto che le attuali norme non sempre consentono di vincolare l’aspetto architettonico degli edifici privati.

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