Il ruolo delle associazioni culturali locali nella formazione della futura classe dirigente.

L’intervento di Luciano Azzolini e Giorgio Paolino dell’associazione “Nuove vie” su “IL TRENTINO” del 14 marzo u.s., in cui si ribadiscono le ragioni che stanno alla base dell’azione dell’associazione di cui sono portavoci, merita di essere condiviso e di venire ulteriormente coniugato in un’ottica locale.

La mia esperienza mi permette infatti di confermare la necessità di proporre sul territorio, a tutti i livelli, momenti di informazione e di discussione per favorire non solo l’espressione di una opinione ma anche “il formarsi” di quella opinione.

L’abdicazione dei partiti “alla funzione di pensiero ideale e valoriale” fa sì, infatti, che risulta necessario proporre anche nelle piccole Comunità, oltre a momenti di riflessione su temi di una certa portata (quali possono essere Metroland o il futuro dell’Università), anche momenti di crescita personale in cui anche l’uomo comune (per capirci anche quello che non parteciperebbe mai ad un convegno specifico) si possa informare e formare.

Per rispondere alla domanda che pongono Azzolini e Paolino (“Chi può fungere da filtro per consentire l’affacciarsi sulla scena locale di una nuova classe dirigente …? Dove sono finiti quei luoghi politici, localizzati finanche nei piccoli paesi, dove una volta si pensava, si discuteva, si proponeva …?) vorrei segnalare l’esperienza locale dell’associazione culturale “Luigi Dal Rì” di Mori nata da un’idea di un gruppo di amici, giovani e meno giovani, che hanno potuto constatare che, anche a causa della circuitazione delle istituzioni per la venuta meno del ruolo dei partiti come propulsori per le Comunità, la partecipazione della cosiddetta società civile alla vita sociale della propria comunità è ridotta al minimo o, nel migliore dei casi, all’attività del gruppo di appartenenza.

Gli incontri organizzati fino ad ora dall’Associazione – sempre diretti alla Comunità moriana di appartenenza – hanno toccato problematiche storico-locali (con la presentazione del libro “Storia dell’Asar”), problematiche politiche (con il pensiero del prof. Zaninelli sul tema “Quale ruolo per i cattolici in politica?”) e problematiche socio-economiche (con la presentazione del libro “L’economia giusta” di Edmondo Berselli) e hanno dimostrato che – se diffuse sul territorio- anche queste iniziative possono ottenere una discreta partecipazione non solo in termini di quantità ma anche di qualità considerato il livello degli interventi da parte del pubblico presente nei diversi incontri.

L’impegno dell’Associazione per il futuro, visti il risultati positivi delle prime iniziative, è quello di continuare sulla strada intrapresa e continuare a “seminare” per consentirci di crescere assieme per il bene di tutta la nostra Comunità.

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