La galleria Adige Garda compie 50 anni.

Venerdi 12 e sabato 13 giugno verrà presentato a Mori e a Nago un documentario realizzato dalla Provincia di Trento sulla costruzione della galleria idraulica Adige – Garda e organizzata una intera giornata di visite guidate alla galleria.

Finalmente una bella iniziativa di valorizzazione del proprio territorio e della propria storia. Un plauso agli organizzatori!

3 Comments

  1. guidobenedetti

    18 maggio 2009 – Comunicato dell’Ufficio stampa della PAT –

    Il 18 maggio ricorrono i 50 anni della conclusione dei lavori di costruzione della galleria Adige-Garda. Per ricordare i 50 anni di vita di questa imponente opera idraulica, unica in Italia nel suo genere, FORMAT- il Centro Audiovisivi della Provincia Autonoma di Trento – ha prodotto, in collaborazione con il Museo Storico di Trento, un documentario sulla storia e la vita dell’opera. All’opera hanno collaborato inoltre il Servizio Bacini montani della Provincia e alcune associazioni di Mori, raccogliendo anche le testimonianze di alcuni lavoratori che avevano contribuito alla costruzione. Il documentario sarà presentato al pubblico ed alle autorità a metà giugno, nell’ambito delle giornate celebrative dell’evento, che si terranno a Mori e Torbole. Nell’occasione sarà possibile visitare, a gruppi, l’opera di presa dall’Adige e la parte iniziale della galleria.

    L’opera idraulica, lunga 10 km, collega il fiume Adige al lago di Garda, dall’imbocco a nord di Mori allo sbocco a sud di Torbole, e può essere utilizzata durante le piene del fiume per deviare nel lago fino ad un massimo di 500 metri cubi al secondo. L’opera fu progettata negli anni ’30 dal Magistrato delle Acque di Venezia; i lavori, affidati all’impresa Federici & Galluppi di Roma, iniziarono nel marzo del 1939 e proseguirono fino all’agosto del 1943, quando furono interrotti a causa della guerra.
    In questa prima fase furono realizzati circa 1,5 km dall’imbocco di Mori e circa 2 km dallo sbocco di Torbole. Durante la guerra la parte di galleria scavata presso Torbole fu utilizzata come officina per la produzione di parti di aerei e sommergibili dalla Caproni, ditta fondata dall’ingegnere arcense Gianni Caproni.
    Nel 1954 il Ministero dei Lavori Pubblici finanziò il completamento dei lavori che furono affidati all’impresa Farsura di Milano, che li terminò il 18 maggio 1959.
    La galleria ha una sezione di circa 50 metri quadri ed una pendenza costante dello 0,9% circa; è perfettamente rettilinea, tanto che quando l’aria è limpida, dall’imbocco di Mori si vede la luce dell’uscita a lago.
    In passato la galleria è stata utilizzata in undici occasioni, durante le piene dell’Adige, per salvare dalle alluvioni i territori a valle (la bassa Val Lagarina, la città di Verona, la pianura veneta). Solo durante la piena del 1966 tuttavia fu sfruttata la massima potenzialità dell’opera, con l’apertura completa delle paratoie; in quell’occasione furono scaricati nel lago circa 64 milioni di metri cubi di acqua.
    Fino al 1999 l’opera è stata gestita dall’Ufficio del Genio Civile di Trento; le aperture durante gli eventi di piena venivano decisi dal Magistrato alle Acque di Venezia. Dall’anno 2000 l’opera è passata alle competenze della Provincia Autonoma di Trento; attualmente la gestione e manutenzione vengono curate dal Servizio Bacini montani, mentre la decisione sull’eventuale apertura della galleria spetta al responsabile della Protezione Civile trentina, dopo aver sentito il parere delle altre regioni interessate (Veneto e Lombardia).
    Negli ultimi anni in cui ha gestito l’opera, la Provincia ha effettuato importanti interventi per l’ammodernamento degli impianti e delle apparecchiature. Sono state sostituite le apparecchiature elettriche, in particolare il quadro dei comandi delle paratoie di sbarramento, che ora sono governabili da postazione computerizzata. Sono state controllate e revisionate le paratoie, nonché le catene in acciaio che ne permettono l’apertura. E’ stata realizzata la nuova copertura delle cabine che contengono il quadro comandi ed i motori. Inoltre sono state effettuati lavori di manutenzione di altre apparecchiature e strutture minori (le opere di sbarramento provvisorio, le griglie di protezione presso l’opera di presa, le porte stagne al termine dei cunicoli di accesso, le solette del ponte in corrispondenza dello sbarramento). E’ stato finanziato anche un intervento per il risanamento strutturale del rivestimento in calcestruzzo della galleria.

  2. guidobenedetti

    Alcuni dati tecnici sulla Galleria Adige-Garda tratti da Wikipedia

    La galleria Adige-Garda permette di mettere in comunicazione il fiume Adige con il lago di Garda.
    L’imbocco della galleria è a Mori e lo sbocco nel comune di Nago-Torbole, entrambi in Trentino. L’obiettivo è quello di ridurre i livelli idrometrici nel fiume a monte del Veronese, scaricando le acque in eccesso nel lago. Per innalzare di 1 cm il livello del lago di Garda, la galleria deve scaricarvi circa 3.700.000 metri cubi d’acqua.

    Principali caratteristiche
    lunghezza: 9.873 m,
    quota di imbocco: 161 m s.l.m.
    quota di sbocco: 55 m s.l.m.
    dislivello 106 m
    pendenza: 0.8688%;
    portata massima: 500 mc/sec.
    velocità dell’acqua a portata massima: 11 m/s;
    velocità dell’acqua a portata minima: 5 m/s.

    Storia
    Dopo le grandi alluvioni della seconda parte del XIX secolo, l’ultima delle quali nel 1882, emerse in tutta la sua urgenza la necessità di difendere la città di Verona dalle piene del fiume Adige. Riprendendo un’idea già maturata nel Settecento, il magistrato delle acque di Venezia propose di alleggerire la portata di piena dell’Adige mediante la costruzione di una galleria diversiva, per convogliare nel Lago di Garda parte della portata eccedente le capacità ricettive dell’alveo del fiume. L’estensione dello spechio lacustre, pari a circa 370 km², è tale da consentire la laminazione di ingenti volumi di deflusso con modesti aumenti del suo livello. La soluzione ritenuta più idonea fu quella di prevedere la galleria scolmatrice, con origine in sponda destra del fiume Adige, presso Ravazzone di Mori e con sbocco nel Lago di Garda a sud dell’abitato di Torbole, dove la profondità del lago è tale da poter ricevere senza danni il materiale solido eventualmente trasportato dalle acque. I lavori di costruzione iniziarono nel marzo del 1939, per finire nel maggio del 1959, dopo la sospensione dovuta agli eventi bellici tra il 1943 e il 1954.

    La realizzazione della galleria ha causato la scomparsa del lago di Loppio, dovuta alla deviazione delle sorgenti che lo alimentavano.

    Caratteristiche
    Le apparecchiature elettromeccaniche a corredo della galleria Adige-Garda, sono costituite da griglie, porte stagne e paratoie con relativi quadri di comando e controllo alloggiati negli appositi locali. Le paratoie sono posizionate su quattro finestre di immissione; ogni paratoia ha una larghezza di 9,50 m ed è costituita da due pannelli sovrapposti, dell’altezza di 3 m quello inferiore e di 5 m quello superiore.

    Utilizzo e gestione
    In considerazione degli effetti che la sua apertura comporta, la galleria è stata utilizzata raramente, in occasione di importanti piene dell’Adige. Essa fu aperta nove volte dall’Ufficio del Genio civile di Trento in occasione degli eventi di piena dell’Adige verificatesi tra il 1960 e il 1983. Dopo il passaggio della gestione dell’opera dallo stato alla Provincia autonoma di Trento, la galleria è stata aperta altre due volte, nel novembre 2000 (in tale occasione le acque del lago raggiunsero un livello di oltre 240 cm e tracimarono in diversi punti allagando numerosi paesi lacustri) e infine nel novembre 2002. Il 1º luglio 2002 è stata firmata una convenzione per l’utilizzo della galleria tra la provincia di Trento, la regione Veneto, la regione Lombardia, l’Agenzia interregionale per il fiume Po, le autorità del bacino del fiume Po e del fiume Adige. La convenzione prevede criteri per l’apertura, l’utilizzo e la chiusura della galleria in base ai vari livelli idrometrici del fiume Adige.

    Aperture
    Principali aperture della galleria, con tanto di metri cubi d’acqua scaricata nel lago e portata massima.

    17 novembre 1960 — 70.000.000 mc — 450 mc/s;
    2 settembre 1965 — 79.000.000 mc — 440 mc/s;
    17 agosto 1966 — 17.000.000 mc — 280 mc/s;
    4 novembre 1966 — 64.000.000 mc — 492 mc/s;
    14 settembre 1976 — 12.000.000 mc — 300 mc/s;
    17 novembre 1980 — 26.000.000 mc — 300 mc/s;
    19 luglio 1981 — 7.000.000 mc — 300 mc/s;
    23 maggio 1983 — 20.000.000 mc — 300 mc/s;
    17 novembre 2000 — 4.700.000 mc — 100 mc/s;
    26 novembre 2002 — 6.100.000 mc — 100 mc/s;

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