Leaders e veri maestri

Oggigiorno sulla scena politica locale e nazionale è difficile che un leader di partito (vero o presunto tale) sia un “maestro” che costruisce nell’interesse della propria gente – e non nel proprio – e che aiuti i “giovani” a crescere e quindi faciliti il ricambio anche, e non solo, della classe dirigente.

Il leader, che dovrebbe costituire una “risorsa” importante per il proprio partito, mancando nel suo ruolo di “maestro” diventa un “limite” per il proprio partito; ciò rende infatti molto difficile – se non impossibile – la manifestazione di nuove idee, nuove personalità e soprattutto il lavoro fatto “assieme” e non solo “con”.

Forse quello che manca oggi ai partiti non è un leader riconosciuto da tutti (è di questi giorni il dibattito all’interno del PD ma anche di molti altri partiti sia locali che nazionali) ma la capacità di coinvolgere le persone della strada e “fare squadra” con loro.

Solo così sarà possibile, per il nostro paese, raggiungere ancora traguardi ambiziosi.

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