Realizziamo il collegamento ecologico Rovereto-Alto Garda

Secondo le rassicurazioni che il Presidente Dellai aveva fornito al senatore Molinari, sindaco di Riva del Garda, il 18 luglio u.s., entro la fine del mese di settembre il progetto per il collegamento Rovereto – Alto Garda sarebbe stato presentato alla Valutazione di impatto ambientale.

Oggi sembra che la presentazione del progetto preliminare alla VIA verrà posticipata a dopo l’avvenuta presentazione dei progetti alle amministrazioni coinvolte (Mori, Nago-Torbole, Arco e Riva del Garda).

Poiché tale presentazione non potrà essere terminata prima delle prossime elezioni del consiglio del comune di Nago-Torbole c’è quindi un ulteriore periodo di circa due mesi in cui far sentire le esigenze dei territori.

Il collegamento Rovereto-Alto Garda, opera richiesta ormai da anni ma sempre procrastinata per i più svariati motivi, rappresenta un intervento infrastrutturale di grande impatto economico che, oltre al principale scopo di migliorare il collegamento viabilistico con il Basso Sarca, può fornire l’occasione per:

  1. migliorare la sicurezza stradale nell’intero tratto da Mori Ovest all’Alto Garda e la vivibilità delle zone abitate attraversate (la SS240 è infatti una delle prime 5 strade del trentino per volumi di traffico con un passaggio di circa 18.000 veicoli medi al giorno e punte di 22.000 nei fine settimana estivi);
  2. valorizzare, sia dal punto di vista ambientale che dal punto di vista turistico, risorse ambientali che in questo momento sono soffocate dal traffico diretto verso l’importante zona turistica ed economica del Lago di Garda (la principale è il biotopo del Lago di Loppio);

Con riferimento diretto al territorio del Comune di Mori la Provincia autonoma di Trento, in risposta ad alcune interrogazioni, ha però dichiarato che “Lo studio predisposto non prevede soluzioni diverse per l’imbocco del tunnel di monte previsto all’inizio del lago di Loppio. Potranno eventualmente essere studiate ed integrate soluzioni diverse per by-passare anche l’abitato di Loppio nel corso della procedura di valutazione di impatto ambientale ove se ne ravvisi l’opportunità in relazione al rapporto costi-benefici”.

In sintesi l’attuale progetto preliminare prevede la realizzazione di un tunnel a doppia canna con imbocco nei pressi di “Castel Verde” (in corrispondenza del curvone alla fine della retta di Loppio) e un’unica uscita localizzata nella piana a monte di Torbole.

Alla luce del precedente punto 1. è evidente che il progetto preliminare che sarà presentato alla VIA non ha le caratteristiche giuste in quanto considera solo in modo marginale il tratto Mori Ovest – Loppio Ovest che dovrebbe essere oggetto di interventi molto limitati (una rotatoria e, forse, un piccolo tratto di copertura) e non risolutivi degli annosi problemi di sicurezza e inquinamento acustico.

Con riferimento invece al punto 2. è altrettanto evidente che la mancata realizzazione di un’uscita del tunnel nei pressi di Nago renderà assai probabile che chi deve recarsi a Rovereto non voglia scendere fino all’imbocco della galleria; di conseguenza è molto probabile che il tracciato storico della SS240 debba essere mantenuto aperto. Con un conseguente limite alla valorizzazione ambientale e turistica del biotopo del Lago di Loppio le cui rive, al contrario, potrebbero essere completamente interdette al traffico veicolare consentendo, oltre ad un suo recupero ambientale completo e alla vera creazione di un corridoio ecologico tra le pendici del Monte Altissimo e quelle a nord, una sua fruizione turistica del tipo a bassa pressione antropica.

L’amministrazione comunale di Mori ha già, in passato, avanzato timidamente l’idea di anticipare l’ingresso del nuovo tunnel a doppia canna nella zona di Sant Antonio (circa 1 km dopo l’uscita delle gallerie di Mori) ma non ha mai insistito sulla richiesta forse per non rallentare l’iter autorizzativo del progetto e il successivo inizio dei lavori tanto richiesto dalle amministrazioni della “Busa”.

Oltre a questa prima richiesta è inoltre fondamentale che con il progetto si prenda in considerazione, per le motivazioni suricordate, anche un’uscita delle gallerie nei pressi di Nago.

Stando così le cose è necessario prepararsi, mediante la raccolta del più alto numero di adesioni, a richiedere alla Provincia, in fase di valutazione di impatto ambientale del progetto, l’accoglimento di queste due richieste oltre, ovviamente, a quella presentata dalle altre amministrazione comunali coinvolte, di garantire la massima velocità dell’iter di approvazione e della successiva realizzazione dei lavori.

Al fine di dare maggior forza a questa richiesta invito tutti coloro i quali condividono l’idea di risolvere, assieme ai problemi delle amministrazioni dell’Alto Garda, anche le problematiche relative al territorio di Mori nonché quella di recuperare in modo completo, dal punto di vista ambientale, il biotopo del Lago di Loppio ad iscriversi al gruppo facebook REALIZZIAMO IL COLLEGAMENTO ECOLOGICO ROVERETO-ALTOGARDA.

4 Comments

  1. Guido Benedetti

    Lorenzo Canali ha scritto in facebook:

    Il collegamento Vallagarina-Alto Garda: perchè non è un’utopia.

    Il problema principale, e si trova riscontro a partire dai PUP del 1967, è che la zona tra mori ovest (l’uscita della circonvallazione) e Loppio è sempre stata un buco nero che mai ha attirato l’attenzione del decisore politico..o almeno non tale da pensare ad una soluzione reale e concreta visto che si è da sempre campati su progetti facenti parte del mondo delle ipotesi. Altro aspetto è che nel collegamento vallagarina-alto garda i comuni di quest’ultima zona territoriale pensano a risolvere i loro problemi mentre loppio pensa indipendentemente a risolvere il suo di problema (con la folle scelta di una strada interrata)…mentre la soluzione corretta sarebbe pensare ad una soluzione globale e non a risolvere i problemi in maniera locale, col rischio che non se ne esca più.
    Negli anni le soluzioni proposte sono state molteplici, a partire dal tunnel lungo che dall’uscita della circonvallazione di mori si collega nei pressi del linfano per arrivare al tunnel che parte oltre il paese di loppio per poi uscire a metà lungo la maza. Quindi non si sta per niente parlando di utopia, utopia forse è lo studio da parte della PAT di ri-creare la MAR con una proposta folle che vede il trenino partire da mori stazione e tramite una galleria continua uscire a metà tra arco e riva, rientrare in galleria e uscire a tione con unica fermata a comano terme. Questa è follia, un progetto da oltre 1000 mln di euro.
    Ma in questa proposta gli obiettivi sono ben chiari:
    1.Dare a Loppio un’identità di paese, salvaguardandone le condizioni di vivibilità. Attualmente si presenta come una sorta di comunità anonima mancante nel suo elemento di identità e aggregazione, vale a dire la piazza. I momenti e gli spazi appunto di aggregazione sono svalutati dal contesto infrastrutturale che prende il sopravvento su tutto, e ne risente anche la posizione dell’importante chiesa neoclassica di S.Maria che, causa la statale, è priva di un suo sagrato.
    2. Salvaguardia e valorizzazione del Lago di Loppio. Ricordo a tutti che è uno dei biotopi più tutelati e famosi del trentino, e attualmente non instaura nessun tipo di rapporto nè con gli animali (la s.s.240 è un ostacolo alla continuità ecologica) nè con l’essere umano che quotidianamente lo attraversa lungo la ciclabile: tra la fitta vegetazione che non ti permette di instaurare un rapporto visivo col lago e la statale sull’altro lato non garantiscono sicuramente condizioni di valorizzazione del luogo.

    La proposta di una galleria che parta nei pressi di sant’antonio invece che dopo l’abitato di loppio (ancora meglio ma forse diventa eccessivo sarebbe partire dopo l’uscita ovest della circonvallazione di mori mantenendo così la doppia canna) ed esca a nago esattamente come previsto dall’attuale proposta è una soluzione che risolverebbe TUTTI i problemi nel corridoio vallagarina-alto garda. Questo infatti permetterebbe alla strada s.s. 240 di terminare all’ingresso del paese (finalmente) di Loppio sfociando in una vera e propria piazza (simbolo di un paese) di fronte alla chiesa neoclassica aumentandone esponenzialmente il valore simbolico e culturale, e inoltre permetterebbe di “recuperare” la vecchia mulattiera lungo il lago come percorso green way (nonchè ex tragitto della mar) e naturalizzando totalmente il biotopo che può e deve diventare meta di un turismo a forte vocazione naturale. La strada statale s.s.240 diventerebbe così da elemento infrastrutturale passivo in un elemento attivo e propositivo rigenerando contesti fisici, sociali e naturali.

    In fondo stiamo parlando di una galleria lunga 800 metri in più rispetto alle galleria che attualmente è in previsione, una previsione però che considera di mantenere la s.s. 240 lungo il lago di loppio e prevede ancora una strada che attraversa l’abitato di loppio. Qua stiamo seminando strade per raccogliere traffico, qualcuno ancora non se ne è accorto…ma si è capito ormai che questa soluzione è stata creata esclusivamente per risolvere i problemi dell’alto garda più che ad una soluzione globale lungo il corridoio vallagarina-alto garda.
    E c’è gente che crede che fare la strada interrata a loppio sia in grado di risolvere il problema del traffico, col rischio di trovare resti archeologici nei pressi della chiesa di santa maria e far fermare tutto ma soprattutto io, fossi un abitante di loppio, non mi piacerebbe avere sotto i piedi tutto il traffico con vibrazioni annesse (tanto per ricordare lungo la s.s.240 convoglia tutto il traffico pesante proveniente dalla zona industriale di arco in direzione A22, una percentuale superiore al 15%), per non parlare dell’inquinamento acustico-atmosferico che sicuramente diminuirebbe di ben poco.
    800 metri di galleria in più per me non sono utopia. E’ la soluzione più idonea a risolvere in maniera decisa un problema di sempre, che altrimenti non smetterà mai di esistere.

  2. Guido Benedetti

    Marcello Benedetti ha scritto in facebook:

    Caro Guido, aderisco volentieri alla tua proposta di iscrivermi al gruppo anche se mi rendo conto che per i noti motivi addotti, di costo, di ordine idrogeologico e di sicurezza, molti tecnici e politici ni hanno argomentato che non è una soluzione realistica. Comunque è sempre bene coltivare l’utopia. Altra cosa che volevo precisarti è che, per quanto mi è stato riferito, Nago non ha posto pregiudizialmente l’uscita del tunnel a servizio del suo centro, in entrambe le soluzioni (quella del tunnel corto con imboccatura da sotto Castel verde e quella del tunnel lunghissimo da S.Antonio). Comunque approfondiremo. Grazie Marcello

  3. Idea ottima e soluzione per far respirare gli abitanti di Loppio che potrebbero vivere finalmente uniti e “vivi”, vista purtroppo l’alta percentuale di morti.

    Se vuoi andare in questa direzione si deve bloccare immediatamente il progetto “Parco dei Sapori” che in quel luogo non servirebbe.

    Senti il Sindaco di Ronzo-Chienis Alberto Cappelletti che è il presidente del “Patto Territoriale della Val di Gresta”.
    sindaco@comune.ronzo-chienis.tn.it

    Ma i maggior interessati (gli abitanti di Loppio) cosa dicono?
    Senti Cristian Bertolini presidente di ACR Loppio che ti fisserà un incontro con la comunità. Se hai bisogno chiamami che ti dò il suo numero.

    Gigi

  4. Paolo Sartori

    Percorro la Mori-Arco e ritorno quasi tutti i giorni dell’anno e ogni volta che la percorro sogno il tunnel diretto. In Trentino sono state realizzate molte opere faraoniche di cui si poteva fare a meno oppure “osare” meno, invece questa che necessaria all’inverosimile lo è da tempo rimane solo un sogno. Perché?

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