”Non avevo né schemi fissi né tesi obbligate da difendere. Non sono lo storico che si avvicina al passato con freddezza, con distacco. Dentro di me si affollavano i ricordi, vivi e brucianti come se la guerra partigiana si fosse momentaneamente interrotta ieri.
Non avevo fretta: non ho mai creduto nelle ricerche del tipo «a domanda risponde», non lavoro a cottimo. Il contadino procede con il passo lento, il contadino non ostenta mai le corsette rapide del bersagliere: le risposte valide del contadino occorre sempre cercarle negli episodi che racconta, nei lunghi giri di parole. Adeguare il mio passo al passo dei miei interlocutori era la prima regola che mi ero imposto.”
Nuto Revelli in “Il mondo dei vinti”
