"Ingegnere per vocazione, fotografo per passione"
 

Conosciuti-sconosciuti & biblioteche

“Quanti di noi conoscono benissimo le facce delle persone che incontrano in treno, se fanno vita da pendolari: persone che non salutiamo ma che rendono confortevole viaggiare. Nelle aree pubbliche, durante le passeggiate mattutine con il cane, in palestra, al bar che frequentiamo regolarmente ci fanno compagnia i conosciuti-sconosciuti.

In città grandi e anonime o con un alto ricambio di persone, questo fenomeno aiuta a mitigare l’isolamento percepito, sapere che ci sono volti che vedo spesso può rassicurare anche se non c’è dialogo.

La maggior parte delle persone è in grado di riconoscere alcuni conosciuti-sconosciuti nella propria routine urbana. Il fenomeno non è semplicemente un’anomalia ma parte integrante della vita urbana; funge da ponte tra la totale estraneità e l’amicizia, contribuendo a rendere un ambiente urbano meno alienante e piú sicuro psicologicamente.

Esistono luoghi di penombra dove gli sconosciuti-conosciuti poi diventano magari conoscenti e amici. Le biblioteche sono uno di questi luoghi.”

Elena Granata in “La città è di tutti”

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