“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri, osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è”.
Marcel Proust
Citazioni
L’inferno dei viventi…
“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne.
Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”
da “Le città invisibili” – Italo Calvino –

Le pietre dell’arco
“Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
– Ma qual’è la pietra che sostiene il ponte – chiede Kublai Kan.
– il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra, – risponde Marco Polo, – ma dalla linea dell’arco che esse formano.
Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunge:
– Perché mi parli delle pietre? È solo dell’arco che mi importa.
Polo risponde: – Senza pietre non c’è arco.”
da “Le città invisibili” – Italo Calvino –

Raramente l’occhio si ferma su una cosa…
“Raramente l’occhio si ferma su una cosa, ed è quando l’ha riconosciuta per il segno di un’altra cosa: un’impronta sulla sabbia indica il passaggio della tigre, un pantano annuncia una vena d’acqua, il fiore dell’ibisco la fine dell’inverno. Tutto il resto è muto e intercambiabile; alberi e pietre sono soltanto ciò che sono.”
Italo Calvino “Le città invisibili”

Le fotografie non finiscono mai…
“Le fotografie non finiscono mai e ogni luogo è sempre fotografabile, così come il vento cancella ogni traccia dalla sabbia del deserto, rendendolo ogni volta ancora deserto e ancora percorribile, in una storia continua.”
Roberta Valtorta da “Come non essere turisti oggi”
prefazione di “TRENTINO, viaggio fotografico di Gabriele Basilico”
Verità e Responsabilità condivisa.
Nei giorni scorsi ho riletto due passaggi, riguardanti “lo stare insieme” in una comunità, che mi hanno riportato alla mente i contenuti del libro “L’economia giusta” di Edmondo Berselli con le sue attualissime conclusioni su come affrontare l’attuale crisi economica che nel 2010 era solo agli inizi.
La prima frase è tratta dalla prefazione al libro “Communitas. Uguali e diversi nella società liquida” una conversazione di Zygmunt Bauman con Carlo Bordoni: “Solo rendendoci conto che la responsabilità è strettamente personale, che non può essere delegata ad altri e quindi va assunta con piena consapevolezza, è possibile sperare in una società degna di definirsi civile”.
La seconda frase è invece contenuta nell’enciclica “Pacem in terris” di Papa Giovanni XXIII: “La convivenza fra gli esseri umani è … ordinata, feconda e rispondente alla loro dignità di persone, quando si fonda sulla verità”.
La situazione economica attuale, che vede sempre più persone in difficoltà e le Comunità che non riescono a reagire in modo risolutivo, deve essere affrontata infatti con una gran dose di responsabilità da parte di tutti (e in particolare da parti di chi ha l’onere di governarci) per capire che l’unica via di uscita seria è quella di dire – e di dirci – la Verità.
Molti dei nostri amministratori non hanno infatti ancora capito (oppure “ignorano” in quanto non sufficientemente informati e aggiornati) che la situazione finanziaria non è sicuramente florida e che è necessario rivedere molte priorità di intervento (rinviando, in qualche caso, di qualche anno anche interventi già programmati) dando il via libera, prioritariamente, a tutti i lavori necessari per mantenere in efficienza le opere esistenti.
Solo dicendo la Verità è possibile che tutti i membri di una Comunità si rendano conto della situazione attuale reale e, attraverso un’assunzione condivisa di responsabilità, reagiscano di conseguenza prevedendo, non solo a livello personale ma anche a livello collettivo, quanto già scritto da Edmondo Berselli nelle ultime righe del suo ultimo capo-lavoro: “Dovremo adattarci ad avere meno risorse. Meno soldi in tasca. Essere più poveri. Ecco la parola maledetta: povertà. Ma dovremo farci l’abitudine. Se il mondo occidentale andrà più piano, anche noi dovremo rallentare. Proviamoci, con un po’ di storia alle spalle, con un po’ d’intelligenza e d’umanità davanti”.
Il libro dunque, nonostante il tema affrontato tutt’altro che solare, si conclude con una affermazione positiva che ricorda a tutti noi che:
1. è l’ora di una seria programmazione degli interventi da realizzarsi sulla base di una verifica approfondita delle esigenze dei Cittadini e della Comunità;
2. sono finiti i tempi del “zacché” (cioè quelli in cui a completamento di un’opera necessaria se ne realizzava un’altra che proprio così necessaria non era);
3. gli interventi programmati sulla base di importanti esigenze collettive devono essere risolutivi delle problematiche affrontate e non soltanto una soluzione di piccolo cabotaggio del tipo “meglio che niente”;
4. piuttosto di realizzare interventi di basso profilo, e quindi non risolutivi, è preferibile rinviare l’opera in attesa di tempi migliori o ricercare soluzioni alternative per raggiungere, non il miglior risultato possibile, ma “il miglior risultato”.
Poiché anch’io, come Edmondo Berselli, sono convinto che i Cittadini siano sufficientemente intelligenti per comprendere l’importanza dei sopracitati 4 punti, e quindi la necessità di ridurre le proprie richieste per garantire un futuro migliore ai nostri figli, ritengo indispensabile – oltre che eticamente e moralmente corretto – che i nostri rappresentanti politici e amministrativi si assumano le proprie Responsabilità dicendo la Verità ai propri concittadini.
Soltanto con la piena consapevolezza di tutti sarà possibile affrontare l’attuale momento di crisi con una Responsabilità condivisa che ci permetta di percorrere tutte le strade possibili, anche le più temporanee (ricordiamo che persino il congresso USA, su richiesta del Presidente Obama, ha aumentato temporaneamente la percentuale massima di indebitamento della propria nazione; ciò permetterebbe alle pubbliche amministrazioni p.e. il pagamento delle imprese creditrici) o legate al passato (mediante una rivisitazione della cooperazione – basata da sempre sulla condivisione di Responsabilità), e quindi avere maggiori probabilità di riuscita nel difficile compito di uscire tutti insieme da questi giorni difficili.
