"Ingegnere per vocazione, fotografo per passione"
 

È così che imparo a leggere il paesaggio delle Langhe, incontrando la gente, conoscendo la gente.

”Le colline che si staccano dal Tanaro sono un mosaico di vigneti, di campi verdi e gialli, di terre nude, dure, arse, grige e bianche, pronte per gli scassi. Poi il confine tra la bassa e l’alta Langa, il giardino dei vigneti che si dirada, le colline che si spogliano, che diventano montagna. Chi non conosce le Langhe rischia di perdersi in questo oceano di mari calmi e di mari in burrasca, sempre diversi e sempre uguali, riconoscibili dalle pareti di tufo, dai ritani pro-fondi, dalle torri, dai castelli, dai bricchi. È un paesaggio, quello delle Langhe, che sempre mi incanta. La bassa Langa geometrica ma morbida; l’alta Langa a tratti aspra, come tagliata con l’accetta, ma mai cupa come la montagna.

Tra Pollenzo e Verduno ho raccolto la testimonianza di Pasquale Roggero. Tutte le volte che supero il Tanaro di Pollenzo, come vedo la casa di Roggero, rivivo il suo racconto. È così che imparo a leggere il paesaggio delle Langhe, incontrando la gente, conoscendo la gente. Senza la gente le Langhe diventano un palcoscenico meraviglioso ma spento.”

Nuto Revelli in “Il mondo dei vinti”

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