"Ingegnere per vocazione, fotografo per passione"
 

Esattezza

“Alle volte mi sembra che un’epidemia pestilenziale abbia colpito l’umanità nella facoltà che più la caratterizza, cioè l’uso della parola, una peste del linguaggio che si manifesta come perdita di forza conoscitiva e di immediatezza, come automatismo che tende a livellare l’espressione sulle formule più generiche, anonime, astratte, a diluire i significati, a smussare le punte espressive, a spegnere ogni scintilla che sprizzi dallo scontro delle parole con nuove circostanze.

(…)

Vorrei aggiungere che non è soltanto il linguaggio che mi sembra colpito da questa peste. Anche le immagini, per esempio. Viviamo sotto una pioggia ininterrotta d’immagini; i più potenti media non fanno che trasformare il mondo in immagini e moltiplicarlo attraverso una fantasmagoria di giochi di specchi: immagini che in gran parte sono prive della necessità interna che dovrebbe caratterizzare ogni immagine, come forma e come significato, come forza d’imporsi all’attenzione, come ricchezza di significati possibili. Gran parte di questa nuvola d’immagini si dissolve immediatamente come i sogni che non lasciano traccia nella memoria; ma non si dissolve una sensazione d’estraneità e di disagio.
Ma forse l’inconsistenza non è nelle immagini o nel linguaggio soltanto: è nel mondo. La peste colpisce anche la vita delle persone e la storia delle nazioni, rende tutte le storie informi, casuali, confuse, senza principio né fine.

Il mio disagio è per la perdita di forma che constato nella vita, e a cui cerco d’opporre l’unica difesa che riesco a concepire: un’idea della letteratura.”

Italo Calvino parla dell’ “esattezza” in “Le lezioni americane”

La sala lettura

“La stanza adiacente era adibita a sala lettura: il divano prendeva luce da una grande finestra con a lato una libreria piena zeppa di libri che avrei volentieri spulciato.”

Paolo Merlini in “Viaggetti in Emilia” con Maurizio Silvestri

Studiando la carta del Touring

“… mentre mi concentro sulla carta e intorno a Piacenza tutto mi appare più chiaro, come per miracolo: i quattro fiumi principali, da ovest a est, Tidone, Trebbia, Nure e Arda che a pettine dall’appennino scendono verso il corso sinusoidale del Po, intervallati da un numero imprecisato di torrenti e corsi d’acqua paralleli, rendono il territorio piacentino una specie di medina di valli e vallette secondarie.”

Paolo Merlini Maurizio Silvestri in “Viaggetti in Emilia”

Al centro o al margine?

“… gli studi sul disegno infantile hanno evidenziato come i bambini tendano a iniziare i loro scarabocchi nel mezzo del foglio, di rado disegnano sul margine e, anzi, quando questo accade potrebbe essere indizio di un disagio psicologico: come se scegliere la periferia del campo fosse la figura simbolica di un’emarginazione interiore.”

Riccardo Falcinelli in “Figure”

Andamenti quotidiani

”Mi attira soprattutto la vita nei cortili: una porta bassa, arco di creta e paglia, che dà in uno spazio quadrato con tre o quattro case d’abitazione, dove si vedono spesso delle capre legate, un cane che gironzola, lenzuola stese, bambini in libertà. Qualcuno arriva in motorino, una bambina setaccia non so cosa, una donna batte il fonio. Tutti questi andamenti quotidiani nei cortili sono come tempo sospeso, e i bei colori dei vestiti sono un’aureola della vita di pura sussistenza.”

Gianni Celati in “ Avventure in Africa”

Cambio d’uso

”I gradoni dello sfioratore, quel meccanismo che serviva a raccogliere le acque eventualmente in eccesso, inutilizzati, sono spalti vuoti di un teatro senza più spettacoli.”

Elisa Cozzarini in “Gli intrecci del fiume”