Ecco la nostra “Tripletta”

Continuiamo cosí!
(per pura educazione lasciamo però qualche medaglia – meglio se solo di bronzo – anche alle altre nazioni)

Redditi nazionali e paradisi fiscali

Meditiamo su questa affermazione del 1967!

“Non è … ammissibile che dei cittadini provvisti di redditi abbondanti, provenienti dalle risorse e dall’attività nazionale, ne trasferiscano una parte considerevole all’estero, a esclusivo vantaggio personale, senza alcuna considerazione del torto evidente ch’essi infliggono con ciò alla loro patria.”

Papa Paolo VI
(estratto dall’enciclica “POPOLORUM PROGRESSIO”)

Lettera di don Gianni Poli da Manaus

Di seguito pubblico integralmente la mail di don Gianni Poli, che mi ha gentilmente inviato Pierino Martinelli, con gli ultimi aggiornamenti sulla situazione a Manaus.

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Ciao a tutti.
Ho letto le lettere su Vita Trentina. Ho visto le firme di appoggio alla mozione che i preti di Manaus hanno presentato all´Assemblea Ligislativa. Vi ringrazio per la solidarietá che ci state dimostrando. Fa bene al cuore sentirsi accompagnati.
Giovedí scorso i fogli della sottoscrizione sono stati simbolicamente consegnati in una sessione della Assemblea assieme a piú di diecimila firme raccolte nella cittá di Manaus, chiedendo giustizia per chi ha sofferto violenza, e sicurezza per tutti. Il gruppo che sta a fronte del lavoro di mobilizzazione le fotocopierá, e – protocollandole  – le consegnerá alla Commissione dei Diritti Umani della Assemblea Legislativa dello Stato di Amazonas, al Governatore dello Stato di Amazanas, al Pubblico Ministero Statale (dell´Amazonas) e al Pubblico Ministero Federale (del Brasile).
Con alcuni salti mortali tra gli impegni fissati in agenda, in questi giorni cosí vicini al Natale e cosí pieni di appuntamenti, inviti e contrattempi, sono riuscito a ritagliare il tempo per partecipare anch´io all´udienza. Senza partecipazione, la parola democrazia non ha senso: voi c´eravate con l´interesse – espresso con le vostre firme – io dovevo stare lá con la mia presenza fisica; credo che in occasioni come questa fare numero con consapevolezza sia un modo serio di vivere l´amore.
Durante l´udienza sono state presentate proposte interessanti. Chiaro che il fatto di averne parlato non é sufficiente perché le idee si tornino leggi e le leggi siano applicate e modifichino la realtá, ma é stato importante parlare in quella sede di partecipazione alle scelte di sicurezza pubblica, di modelli alternativi di detenzione, di rivendicazioni di giustizia cercata e non incontrata.
Non si puó piú andare avanti con un modello di sicurezza che fa assomigliare la cittá ad un campo di battaglia con le forze di polizia da una parte e tutto il resto dall´altra. Il cittadino ha diritto di vedere nel poliziotto un amico su cui contare e di non essere considerato un potenziale criminale; e chi porta la divisa ha diritto di sentirsi parte di una comunitá che vuole difendere, e non un avversario da circuire o osteggiare.
Se ci sono raccontate esperienze riuscite di recupero sociale e morale di cittadini, é urgente che la societá e gli organi di giustizia smetteno di applicare solo il modello punitivo che trasforma uomini in numeri, giovani in criminali.
Se esiste un uso della forza legale e necessario, per poter ristabilire una convivenza dsciplinata, é bene che gli uomini della polizia, incaricati di questa azione, agiscano per difendere i diritti di tutti, non solo gli interessi di chi é piú ricco o socialmente piú importante.
Da parte della Chiesa di Manaus vedo un interesse sincero non di difendere privilegi ma di cercare di costruire insieme a tutti gli uomini di buona volontá un mondo differente.
É l´augurio per questo Natale che anch´io faccio a tutti voi: che l´uomo nuovo che festeggiamo trasformi il nostro modo di vivere.

pe João – Iranduba

Un simpatico “Buon Natale”

Questa mattina transitando per le vie di Mori sono stato “colpito” da questo messaggio scritto, complice la nevicata di questa notte, da – mi piace pensare – un bambino sul vetro posteriore di una macchina in sosta.

E’ bastata questa scritta per farmi sorridere e pensare che, a volte, è sufficente poco (una leggera nevicata notturna in prossimità del Natale) per trasformare quella che poteva essere una parolaccia in un augurio sincero.

Sosteniamo l’appello di don Gianni e di altri 49 Sacerdoti

Domenica 6 dicembre a Mori firma anche tu il sostegno al seguente appello di don Gianni e di altri 49 Sacerdoti al Governatore dello Stato di Amazzonas.

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CONFERÊNCIA NACIONAL DOS BISPOS DO BRASIL – CNBB NORTE 1

COMISSÃO REGIONAL DE PRESBÍTEROS

Av. Epaminondas, 722

69010-090 Manaus-AM

(92) 3233 5093

RICHIESTA DI PROVVEDIMENTI

Ecc.mo Signor Eduardo Braga

Molto degno Governatore dello Stato di Amazonas

Noi, Presbiteri delle Diocesi e Prelazie di Manaus, Parintins, Borba, Itacoatiara, Coari, S. Gabriel da Cachoeira, Tefé e Roraima, riuniti nell´incontro regionale dei presbiteri nella cittá di Maués, dal 27 al 30 di ottobre di 2009, preoccupati per il crescente quadro di violenza nella città di Manaus e all’interno dello Stato, soprattutto negli ultimi mesi, presentiamo a Vs Ecc., la nostra perplessità per il ritardo nelle spiegazioni di crimini e aggressioni sofferte dalla popolazione, compresi preti e altre persone con responsabilità religiosa e comunitaria, così come per le morti continue di persone nelle nostre periferie.

Riconosciamo l´impegno di Vs Ecc. e dei suoi collaboratori per sviluppare una politica che tragga ricchezza e benessere per tutti gli amazzonensi e quelli che vivono qui, ma sappiamo che cresce il volume statistico di casi di violenza, il che dimostra la fragilità delle sicurezza pubblica dello Stato.

Per quanto riguarda i ministri religiosi che lavorano nella Arcidiocesi di Manaus, vogliamo qui ricordare i recenti episodi di furto, rapina a mano armata, sequestro–lampo, minaccia di morte, con il grave assassinio del missionario italiano padre Ruggero Ruvoletto.

Non capiamo perché uno stato di diritto non garantisca ai suoi cittadini e a quelli che collaborano il pieno sviluppo della vita, il diritto di muoversi con sicurezza. Il quadro attuale di violenza e insicurezza constatato, associato soprattutto al traffico di droga, causa insicurezza e crea nella popolazione un sentimento di paura e di impotenza di fronte a situazioni che si presentano impunite o che ancora non hanno ricevuto un trattamento adeguato da parte delle autorità competenti.

La sicurezza é un diritto di ogni cittadino brasiliano.

Deve essere garantita dallo Stato, nel pieno esercizio della “preservazione dell´ordine pubblico e dell´incolumità delle persone e del patrimonio” (Costituzione Brasiliana, art. 144).

Quest´anno la Chiesa Brasiliana ha riflettuto durante la Campagna della Fraternità il tema “Fraternità e sicurezza pubblica: la pace é frutto della giustizia”

In questo senso, in comunione con tutta la Chiesa e con gli altri segmenti della Società Civile Organizzata che difendono la vita in tutte le sue circostanze, anche noi, padri, difensori della vita, della giustizia e della speranza, alla luce della Buona Novella di Gesù Cristo, facciamo appello a Vs Ecc. perché prenda provvedimenti e misure urgenti, effettive, sistematiche ed efficaci che diano risposta al quadro attuale, tanto ai fatti di violenza che hanno a vedere con la Chiesa Cattolica quanto soprattutto ai fatti che devastano la popolazione di Manaus e dell´interno dello Stato.

Pertanto, che la giustizia sia distribuita con equità per tutti i casi e che i responsabili dei crimini successi siano giudicati e esemplarmente puniti per i loro atti.

Chiediamo ampia riflessione, posizione e decisione da parte dello Stato di fronte ai fatti violenti che attentarono e attentano alla vita e alla dignitá della popolazione di Manaus e dell´interno, garantendo a questi il diritto alla sicurezza.

(Seguono le firme di 50 presbiteri)

A Manaus si muore: dov’è il nostro governo?

Rilancio la lettera di don Gianni apparsa su Vita Trentina del 18 ottobre 2009 e il suo invito (assieme a quelli di altri 49 sacerdoti) a sostenere l’appello rivolto al Governatore dello stato per richedere una maggiore sicurezza per i missionari e per le popolazioni locali.

Possiamo aiutare don Gianno firmando – la mattina del 6 dicembre – il documento con cui “la comunità cristiana del Decanato di Mori (Trento – Italia), in spirito di comunione e fratellanza con il popolo brasiliano dello Stato di Manaus e con i suoi presbiteri, si unisce al loro appello, con forza e convinzione, cosciente che se la Pace è primariamente un dono di Dio, essa è anche e soprattutto frutto della giustizia”.